LA COSCIENZA DI UN MAGISTRATO

Dopo i romanzi Buoni propositi per l’anno nuovo (2007), Novalis (2008) e il reportage Babele 56 (2008), lo scrittore milanese Giorgio Fontana è tornato al suo pubblico con Per legge superiore, romanzo accolto con favore dalla critica, candidato al Campiello e ora nella terna del “Premio Azzeccagarbugli al Romanzo Poliziesco” che verrà assegnato a ottobre. A mettere in moto la macchina narrativa è un caso di cronaca come tanti altri: in una traversa di via Padova tre immigrati aggrediscono un italiano e la sua ragazza. Due colpi di pistola, nessun morto ma la giovane rimane paralizzata su una sedia a rotelle. In carcere finisce Khaled Ghezal, un muratore tunisino con permesso di soggiorno, che viene aiutato da Elena Vicenzi, una giovane giornalista free-lance convinta della sua innocenza. Al centro del romanzo c’è la crisi di coscienza di Roberto Doni, sessantacinquenne sostituto procuratore di Milano, ormai giunto all’apice della carriera, in attesa di un ultimo incarico in provincia. “Volevo mettere l’anima del protagonista a nudo di fronte a un interrogativo di natura tragica, a cui non si possono dare risposte certe e dove ogni scelta comporta una perdita” spiega l’autore Giorgio Fontana. Doni si presenta all’inizio come un uomo parco, retto, scrupoloso che ha sempre cercato di fare le cose per bene all’insegna del motto eccezioni sempre, errori mai, convinto che la legge è l’unica approssimazione della giustizia che l’uomo ha a disposizione. “Un personaggio un po’ grigio e racchiuso – precisa Fontana, intervistato in un bar di via Padova – che non manifesta le proprie emozioni ma le suggerisce nei piccoli gesti quotidiani”. Non è la trama, ridotta ai minimi termini e senza risvolti inattesi, a coinvolgere il lettore, quanto “la possibilità di entrare nella vita di Doni, di seguirlo nei suoi spostamenti, ragionamenti e contraddizioni”, conferma l’autore. Per legge superiore si potrebbe considerare un romanzo di attraversamento sia in senso spaziale, sia da un punto di vista esistenziale. Il caso Ghezal e l’intraprendenza della giornalista portano il sostituto procuratore a uscire dalla routine della Milano borghese delle vie centrali e mostrano i limiti delle procedure del Palazzo di Giustizia. Percorrendo le strade del quartiere di via Padova Doni conosce una nuova realtà che mette in crisi i suoi valori, le regole che ha sempre rispettato e il suo modo di intendere il rapporto tra giustizia e legge. All’idea di legge come luce da proteggere dal vento si affianca quella di legge come aria inquinata, irrespirabile, ma necessaria. I numerosi dialoghi tra il sostituto procuratore e le persone che incontra lungo la strada mostrano il rovello interiore che sta mettendo alle corde la sua coscienza. Che cos’è giusto? si chiede il protagonista e, con lui, il lettore. “Non volevo scrivere un romanzo a tesi sulla giustizia, con l’intenzione di spiegare cosa sia giusto o sbagliato – chiarisce l’autore. Alla fine gli interrogativi di Doni non trovano a una soluzione definitiva, probabilmente perché non ne esiste una”. Con Per legge superiore, scritto in uno stile chiaro e sobrio, attento ai particolari ma lontano da ogni psicologismo, Giorgio Fontana offre al suo pubblico una storia per riflettere su un tema complesso la sciando al lettore la libertà di trovare una risposta.

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