ANNA STA MENTENDO, E TU?

ANNA STA MENTENDOSta scrivendo, sì, ma la verità? O è una scusa? è davvero ammalato ma magari è andato a farsi un giro. È davvero con gli amici o con una amante? Ha davvero mal di testa o è stufa di me? Sta davvero “molto bene” o di merda ma non ha voglia di parlarne con me?

Una nuvoletta dietro l’altra, a ritmo di “sta scrivendo” e suonerie personalizzate, ci sono rapporti personali che crescono, nascono, muoiono, si trasformano. Continuano, sì, ma come?

Federico Baccomo mette nero su bianco con serietà e allo tempo intelligente ironia, i dubbi che attanagliano tutti, oggi, in piena era digitale, in cui i rapporti anche più intimi e storici, sono contaminati da chat istantanee. Un recente black out di whatsapp, ha reso bene l’idea al mondo e ai singoli di quanto questa app sia al centro della vita sociale di molti e a volte anche alla base di relazioni e rapporti.

Anna sta mentendo“, pubblicato da Giunti, più che mai ci azzecca nel mettere alla berlina le debolezze di una comunità di “messaggisti istantanei” che con estrema disinvoltura ogni minuto comunica emozioni, pensiero, opinioni e critiche, impacchettandole in una nuvoletta di caratteri ed emoticon. Doppio v, in grigio e in blu, icona verde, sfondo da scegliere, e poi “sta scrivendo” in caratteri corsivi: suspence. Continua a leggere

SILENZIO, LONTANO DALLE CITTA’

MATTEO CACCIA libroUna storia di confine, paesaggistico, tra selvaggio e urbanizzato, e umano, tra civile e animale. L’ha scritta Matteo Caccia scegliendo gli Appennini e la Maremma come sfondo, o meglio, come co protagonisti assieme ad un lupo-mentore e ad un uomo accompagnato da un cane. “Il silenzio coprì le sue tracce” (Baldini & Castoldi) ricorda Cormac Mc Carthy e Konrad Lorenz, ma è un libro che procede da solo sulle sue robuste gambe, lasciando le orme su un tratto di neve intonso. E lasciando un segno nei lettori che, dalla città o dalla provincia, si trovano improvvisamente immersi nello stesso silenzio del protagonista, spezzato solo dalle parole dell’autore.

Dove hai scritto questo libro? Nel silenzio o con una “colonna sonora”?

Ho scritto il romanzo tra il mio appartamento di Milano e una casa di campagna che ho preso un anno fa e che ho preso anche perché nel suo nome c’era proprio la parola “lupo”. Non scrivo quasi mai ascoltando musica, lo faccio quasi sempre nel silenzio. Continua a leggere

MOBILITA’ TERRESTRE

la terra si muoveLo stile è quello di Paolo Nori, la casa editrice è quella di Paolo Nori, Marcos y Marcos, ma la storia è quella dell’esordiente Roberto Livi che è riuscito nel suo “La terra si muove” distinguersi da un noto autore pur richiamandone ritmo e “parlata”.  Livi ha il suo carattere e le sue storie da raccontare, le ambienta nella terra dove è nato e cresciuto, quella di Pesaro e dintorni, mettendo come protagonista un uomo a cui manca, o sembra mancare, la terra sotto i piedi.

L’idea che la terra si muova, che la casa che ha ereditato dal padre abbia una crepa che si allarga sempre di più rendendola inagibile e pericolosa, è un’idea che fa tremare. Richiama fatti di cronaca molto freschi nella memoria degli italiani, e se il romanzo di Livi non fosse così carico di vita vera e di emozioni, questo fatto potrebbe suonare di cattivo gusto. Al contrario, nelle righe di questo esordiente, il tremare della terra da potenza alla narrazione e assume molteplici significati. Continua a leggere

IO CI STO FRA I MIGRANTI

IO CI STO FRA I MIGRANTINon solo “io ci sto fra i migranti” ma ne racconto anche, in un libro, dando voce a tante voci e a tanti volti che voci non ne hanno, oppure ne hanno ma con una lingua differente da quella del Paese in cui si trovano. Ad oggi, l’Italia.

A fare tutto ciò è stato il giornalista freelance Rosario Sardella, che dopo aver partecipato quasi un mese ad un’esperienza di volontariato in un campo nelle campagne della Capitanata, in provincia di Foggia, ha creato prima un documentario per la trasmissione “Siamo Noi” di tv2000, e poi questo libro.

Io ci sto fra i migranti” non è un caso che sia pubblicato da Istos, fra i coordinatori editoriali infatti c’è anche Carlo Scorrano che è un volontario del campo in cui tutti i lettori si trovano a vivere almeno per il tempo di questa breve lettura. La speranza è che la sensazione “di stare fra” duri di più, non si estingua, anzi, spinga tutti ad approfondire ciò che accade a chi migra e arriva in Italia, trovandosi quasi automaticamente, una volta abbattute le distanze geografiche, a dover abbattere muri e pregiudizi intangibili ma robusti. Continua a leggere

IL GRANDE RUDI, E’ TORNATO?

il grande rudiIl grande Rudi“, il titolo di un libro, del secondo romanzo di Francesco Vecchi, ma anche il titolo con cui si indica, nella storia raccontata, un campione di pugilato, ingabbiandolo in una figura mitizzata che lo espone a critiche e lo schiaccia ribaltandogli addosso i propri errori, di sportivo e di uomo.

Pubblicato da Leone Editore, il libro del giornalista di casa Mediaset, già autore di “Avrà l’odore delle cose nuove”, non è dedicato agli appassionati di pugilato e nemmeno a quelli di sport, non solo per lo meno. Vecchi sembra infatti rivolgersi a tutti coloro che hanno voglia di interrogarsi sul rapporto che lega, o contrappone, il personaggio pubblico e quello privato, all’anagrafe ufficialmente sotto lo stesso nome ma dalle caratteristiche a volte totalmente differenti. Continua a leggere

L’UOMO NERO, DIPINTO DALLE DONNE

uomo neroSpesso si ha paura di ciò che non si conosce: l’uomo nero che spaventa i bambini. Le autrici dei racconti raccolti ne “L’uomo nero”, volume curato da Elisabetta Bucciarelli e pubblicato da Caracò Editore, non hanno paura dell’uomo imperfetto, “non siamo contro qualcosa – spiega una di loro – ma ci avviciniamo e invitiamo il lettore a seguirci verso ciò che è altro da noi”. In una intervista a più voci, ribadiscono che ciò che è importante non è l’auto-promozione ma il far sapere che questo libro esiste, “che ci stiamo interrogando sugli stereotipi maschili, che ci siamo messe in gioco”.

“L’uomo nero”. Perché questo titolo? Non suona già come un giudizio a chi non ha letto il libro?

Elisabetta Bucciarelli (EB.): E’ il titolo di un libro che ha per copertina una grande ape regina su sfondo rosa. Solo letto nel contesto assume un significato. È un modo per identificare uno stereotipo che va guardato ma anche smontato e superato.

Cristina Zagaria: Un titolo così –volutamente – netto su una copertina rosa-pop non può essere un giudizio, ma è un punto di partenza per provare a modificare il proprio punto di vista, per trovare un nuovo equilibrio tra maschile e femminile. Continua a leggere

UN’IMPRECISA COSA FELICE DA LEGGERE

imprecisa cosa feliceUn’imprecisa cosa felice” è un libro per chi sa apprezzare le cose imprecise, ammaccate, spezzate, rovinate, senza considerarle tristi e inutili ma sfidando sé stesso per riuscire a trovare l’angolatura giusta che permette di scorgerne l’immutata, e imperfetta, bellezza.

E’ un libro anche per chi non sa fare tutto ciò, ma riesce ad affidarsi allo sguardo dell’autrice, Silvia Greco. Hacca Edizioni, pubblicando il suo volume, regala molto più di uno scrigno magico a chi lo apre. Si tratta di una storia a più voci e allo stesso tempo da più storie che trovano come fil rouge la scrittura intensa e allo stesso tempo evocativa di questa impiegata assicurativa al suo primo romanzo.

Nell’intreccio, che alterna due voci ma con esse abbraccia molte più esistenze, con rara capacità di sintesi e intelligente coordinazione, i protagonisti sono la giovane Marta, suo zio Ernesto e Nino, ma anche altri parenti e comparse che compaiono, appunto, mai a caso. E nemmeno in modo impreciso, come potrebbe far penare il titolo, anzi, puntualmente fanno svoltare un personaggio o una storia verso una felicità imprevista. Continua a leggere

EDIZIONI LEIMA: BUONA SCRITTURA AL CENTRO

leimaColtivare la passione per i libri fin dalla tenera età, scegliendo per i più giovani lettori titoli non solo divertenti ma con un reale valore pedagogico. Scommettere sui racconti, genere spesso trascurato. Specializzarsi in nicchie di mercato lanciando titoli dedicati agli amanti degli animali. Edizioni Leima, nata nel 2013, da un paio di anni è particolarmente presente a Milano e ha carattere. Un carattere indipendente e originale, ce lo racconta lo stesso direttore editoriale di questa casa editrice, Renato Magistro.

Quando sono nate le edizioni Leima ? Con che ‘mission’?

Edizioni Leima è nata a gennaio del 2013, con la volontà di diffondere un messaggio culturale a tutti i livelli. Continua a leggere