UNA MILANESE RACCONTA LA NIPOTE DI POIROT

Penelope Poirot Marcos y coverProfuma di violetta e di valium. È un mistery vintage che non si offende se definito libro “al femminile” e “da ombrellone”. È il romanzo della scrittrice milanese che ha scelto Becky Sharp come pseudonimo per timidezza. Forse per evitare quel effetto scrittore “so tutto io” che non ama, come non ama, anche se ne è vittima, il mondo del benessere a tutti i costi, ispirato da filosofie alte, quello di certe cliniche salutistiche tipo Villa Onestà, dove si trasferisce con i suoi personaggi per ucciderne uno, e psicanalizzarne un paio di altri.

Becky Sharp si presenta con il nome vero accompagnato al Becky che ha scelto per scrivere più serenamente, si presenta in carne e ossa ed è una persona interessante quanto i personaggi che costellano il suo libro, tra cui quelli femminili brillano notevolmente offuscando gli altri.
“Penelope fa la cosa giusta” è la proposta con cui Marcos y Marcos vuole divertirci e catturarci, strapparci dalle incombenze cittadine e dai “sospesi” del “ne riparliamo a settembre”. La protagonista istrionica e tondeggiante, è una donna inglese dal cognome importante – Poirot – che le attribuisce la vocazione del saper risolvere misteri. A torto o a ragione? Lo si scopre leggendo, lasciandosi trasportare assieme alla sua assistente Velma Hamilton, giovane zitella anarchica, in una clinica della salute truccata da beauty farm ispirazionale, nelle colline del Chianti.

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NIEMINEN LASCIA SENZA “RESPIRO”

respiro nieminem.JPGAltro che prendere respiro, vendendo “Respiro” si rimane senza fiato: angoscia, paura, senso di incertezza massima. Proprio come chi sta per partire, nelle mani di un trafficante di persone, per un Paese che non conosce, scappando da dove non può restare. “Respiro” è il cortometraggio prodotto dalla casa di produzione Nieminen, ha vinto la menzione speciale della giuria all’edizione 2016 del Milano International Film Festival (MIFF). Ha ricevuto una menzione speciale all’Ischia Film Festival poche settimane fa e il 27 luglio alle 20 al cinema Anteo proprio al MIFF sarà proiettato ai milanesi. Intanto Andrea Brusa, Andrea Italia e Marco Scotuzzi raccontano come è nato “Respiro” e cosa possiamo aspettarci dalla visione. No spoiler. Continua a leggere

ARMADI DI VITA

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Vestiti che vogliono brillare, come le bombe”, “Vestiti che hai paura a rimettere perché quel giorno sei stata così felice”: impetuosa e quasi patologicamente sincera, addolorata ma mai ripiegata su sé stessa. Sfila a testa alta con i suoi abiti smessi , Eleonora, eccentrica protagonista dell’altante di Elvira Seminara. È un “Altlante degli abiti smessi”, Einaudi lo pubblica con una copertina che ben rende l’idea della varietà narrativa ed emotiva che racchiude questo romanzo.

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PASSIONE POLITICA ANNI ’90

daria colombo

Facoltà di Lettere, Milano anni ’90, Alberta e Annalisa si incontrano, donne entrambe, entrambe inquiete e coinvolte dal periodo storico che l’Italia sta vivendo, ma ciascuna colta nel passaggio dalla prima alla seconda Repubblica in un periodo della vita diverso. Ciascuna infatti reagisce, e agisce, in modo diverso dando vita ad un romanzo che intreccia due esistenze tracciate con delicato coraggio da Daria Colombo. Per Rizzoli, la giornalista che con la stessa casa editrice aveva debuttato nel 2010 con “Meglio dirselo”, arriva in libreria dopo 5 anni con “Alla nostra età, con la nostra bellezza”, un libro maturo e intriso della sua esperienza di impegno politico, ben filtrata attraverso la storia personale delle due donne, in modo da cogliere i lettori mai di petto ma umanamente. Quasi dall’interno, come fosse un’amica, a dedicarsi al futuro dell’Italia, o una sorella.

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12 VOLTE LA PRIMA VOLTA

la prima volta che

Per la prima volta dopo ben dodici “prime volte” guardare gli adolescenti come creature accessibili, non più, mai più, come marziani atterrati con una astronave 3.0 in un pianeta che banda larga non ha, e neanche molto ampie vedute. È questo l’effetto che fanno i dodici racconti che altrettanti autori tra i più amati dai ragazzi pubblicano in un libro de Il Castoro. Da leggere d’un fiato, o “pizzicando” un racconto qua e là alternato ad altre letture, ma da leggere.

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LAGO D’AUTORE, CON ZELBIOCULT

zelbiocult stemmaNato per “dare una ulteriore anima ad un paese molto dinamico di suo, per aggiungere qualcosa di culturale ad un programma estivo già vivace, tra un coro di alpini e una pizzoccherata”, il festival Zelbiocult si prepara per la sua nona edizione di “incontri d’autore”, dal 9 luglio al 28 agosto, tutti in stile “chiacchierata libera” con il curatore, Armando Besio. Responsabile delle pagine culturali milanesi de La Repubblica, con il ramo di famiglia materno che si intreccia con questo ramo del lago di Como, il giornalista ha creato e conduce il festival assieme ad un gruppo di amici, forte anche della ultradecennale esperienza de La Milanesiana, con cui tuttora collabora.

Zelbiocult è quanto di meno milanese si possa immaginare, però: niente frenesia – 9 date in 2 mesi – e organizzazione tra amici, poco social, per ora, con incontri che scommettono “sull’alchimia che si crea al momento“, spiega Besio stesso. Proprio come con la ultranovantenne scrittrice di gialli per Saliani Elda Lanza, la scorsa edizione: “ci siamo conosciuti pochi minuti prima, ma sembravamo amici da sempre”. Magie di una notte d’estate sul lago, forse, complice anche l’atmosfera che pochi paesini possono offrire come Zelbio: intima e allo stesso tempo vivace, con un pubblico in parte locale e in gran parte in arrivo ”da fuori”, perché Zelbiocult ha i suoi anche cultori nel comasco e nel milanese.

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ESCALATION DI SANGUE ALLA SCALA

assassinio-titoloSanti Ambrogio, La Scala, la bella facciata di via Malpighi dietro a cui abita una vedova capo loggionista delirante. Michele Daglas, omaggio onomatopeico all’attore, alter ego di Santi, figlio di gente bene. È una cittá scossa da un attacco violento che scoperchia il suo tempio della musica nei giorni del santo patrono e della fiera degli oh bej oh bej ma soprattutto della prima, la Milano che il trio Besola-Gallone-Ferrari racconta in una nuova serie sempre a sei mani ma pubblicata per Centauria. Il titolo di questo primo atto, investigativo, del protagonista inventato ad hoc, è”Assassinio alla Scala“.

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LA VERITA’ DI BEZZON

la verità di giobbeC’é chi vive negli attici e chi nei cartoni, chi vive e chi muore assassinato, chi campa scrivendo di tutto ciò e poi chi indaga per scoprire i responsabili. Se poi chi indaga è di sesso femminile, e per giunta giovane, carina e determinata, tutto assume un tono di sfida e diventa una avventura da raccontare per svelare la vera Milano.

Lo ha fatto Emiliano Bezzon dopo oltre 10 anni da capo della Polizia Locale nella metropoli, ambientandovi il suo secondo romanzo per Eclissi editore. “La verità di Giobbe” è la verità, o per lo meno una delle tante veritiere cronache della città che oggi come da anni macina storie ed esistenze che uniscono piani bassi piani alti e scantinati, stracci e colletti bianchi, con la stessa disinvoltura con cui i suoi cittadini transitano per le vie e i cunicoli metropolitani spesso popolati da elemosinanti di ogni etnia.

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