SALONE TORINO: EBOOK IL PREZZO È GIUSTO?

 La maggior parte di voraci lettori anche digitali non pagherebbe un e-book più del 30% del suo corrispettivo cartaceo, motivo, forse, per cui il 32% degli utenti di e-book se li procura tramite reti peer to peer, “parzialmente illegali”, soprattutto gli uomini. Sono i risultati presentati durante il Salone dl Libro di Torino, quest’anno dedicato alla Primavera digitale, da Nicola Cavalli, ricercatore di NuMediaBiOs – Universita’ di Milano Bicocca, a premessa della discussione su “Il valore dell’ebook. Pirateria o prezzo giusto?”.
Ospite dello spazio “Book the future”, Cavalli ha illustrato quanto e’ emerso dal sondaggio compiuto di recente tramite social network “per passaparola e mailing-list”, centrato su lettori forti e pratici del digitale: “il campione si e’ auto-selezionato, si tratta di maschi, soprattutto, ma in generale di residenti nel nord-Italia con un livello di istruzione medio alta. Gia’ questo ci fa comprendere chi usa realmente gli e-book”.
Quasi la totalita’ degli intervistati ha letto un e-book nell’ultimo anno ma solo il 10% ha superato la decina, e se li e’ procurati per il 34% negli store digitali, per il 32% tramite reti peer to peer, per il 18% nelle biblioteche digitali. C’e’ anche un 2% che usa l’ancora poco nota pratica del “digital lending”, il resto non dichiara. La pirateria, “costituisce un sottoinsieme affatto insignificante di quel 32% di condivisione di file” ha spiegato Cavalli precisando che la maggior parte sono uomini: le femmine sono invece le maggiori utenti delle biblioteche digitali.
Davanti al fenomeno nascente e, secondo l’osservatorio della Bicocca, crescente, della pirateria su e-book, e’ inevitabile porsi il problema del prezzo. Davanti all’ultimo libro del proprio autore preferito, solo il 3% degli intervistati lo comprerebbe in e-book pagandolo come il cartaceo, il 34% si accontenterebbe del 50% di sconto mentre tutti gli altri lo pagherebbero massimo la meta’, se non 2 euro. “Ci sono ancora molte sperimentazioni da fare – ha commentato Cavalli – la speranza e’ che, diventando più’ maturo il mercato digitale cominci a riconoscere il valore del prodotto e-book, smettendo di considerarlo un semplice file”. Intanto tra coloro che scambiano file gratis on line sono convinti che questo abbia conseguenze positive: il 36% pensa di fare un favore all”autore regalandogli notorieta’, il 17% invece reputa che a trarne vantaggio sia la casa editrice.

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