#FLMILANO: VERDI E IL LEGAME FATALE

Un legame fatale, quello tra Verdi e Milano, lui uomo nuovo per una citta’ nuova, all’avanguardia e in continuo mutamento. Conviveva, il celebre musicista, e con una donna dal passato vivace, era imprenditore di se’ stesso e non il classico artista senza senso per il concreto. Amava la citta’ e la citta’ lo amava, tanto che “se lo litigavano per dargli un passaggio in carrozza di un centinaio di metri”. Di tutto cio’, e di molto altro ne parla Giancarla Moscatelli, nel suo libro edito da Curci, “A Milano con Verdi” e la stessa autrice ne ha parlato alla Casa Verdi in una serata a con Lorenzo Arruga, “interrotta” da brani tratti dalle opere milanesi del maestro, interpretate dal soprano Ivanna Speranza e dal mezzosoprano Altea Pivetti. Oltre a Casa Verdi, che ospita l’evento nell’ambito del primo Festival di Letteratura a Milano, la citta’ e’ ricca di luoghi verdiani, “alcuni ancora esistenti, come la Scala, altri di cui rimane solo l’indirizzo – spiega l’autrice – ma il legame tra Milano e Verdi e’ fatale, qui lui ha vissuto tutti i momenti cruciali, sia belli sia brutti, della sua vita”. Compresa l’agonia, di Verdi, e la morte: “la citta’ si mise in silenzio per tre giorni prima che lui morisse – racconta – le persone lo sentivano. Lui era stato un uomo nuovo per il 1800, che ebbe il coraggio di sfondare valori e andare verso la modernita’. Non solo musicale”.


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