#FLMILANO: LA GENTE CHE STA BENE

“La gente che sta bene” secondo Federico Baccomo Duchesne vive a Milano, in una Milano dove si cerca di stare a galla e di parcheggiare vicino al ristorante. “La gente che sta bene” e’ come Giuseppe, il protagonista del romanzo edito da Marsilio, avvocato con una carriera in ascesa, una famiglia ideale e un entourage di amici a cui far notare tutto cio’.
Dopo averne parlato ai detenuti nel carcere di San Vittore, oltre che in passato in librerie e locali milanesi, l’autore l’ha presentato alla libreria Fnac di via Torino nell’ambito del primo Festival della Letteratura, giunto al suo terzo giorno.
Al suo secondo romanzo dopo l’esordio autobiografico di “Studio Illegale”, lo scrittore 32enne, residente a Milano, in “La gente che sta bene” racconta il declino di Giuseppe, l’andare in pezzi della sua vita “perfetta”. E lo fa in modo brillante e caustico, con aneddoti e dialoghi brevi ma significativi che, come un quadro di impressionismo, ritraggono macchietta dopo macchietta, i Giuseppe che vivono a Milano, “gaffeur, senza cattiveria, in cui tutti si ritrovano un po’, in fondo: lui e’ un antieroe”.
Si e’ divertito, l’autore confessa, proprio a mettere in bocca a Giuseppe tante frasi “apparentemente intelligenti, che lui pensa lo facciano sembrare tale: come le sue reazioni all’arrivo del terzo figlio -“tre amministratori delegati su tre non e’ probabile, quindi a che serve”- o il licenziamento in tronco di un dipendente il giorno del compleanno -cosi’ stasera esci a festeggiare e non ci pensi”.
Battute e situazioni che non giudicano ma fotografano “La gente che sta bene” mentre sta crollando, mentre vuole essere sorridente sempre, ma ha sempre meno motivi reali per farlo. Quasi scene cinematografiche, le “storielle” di Baccomo Duchesne, come le definisce lui stesso, diventeranno presto un film con Claudio Bisio. Anche “Studio Illegale” diventera’ un film, con Fabio Volo: una conferma della capacita’ dell’autore di inventare e raccontare aneddoti e personaggi che catturano. Lettori e, in futuro, spettatori.

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