POESIA OPERAIA ‘CICLOSTINATA’

Dal 1978 al 2011, un viaggio nel mondo operaio tra disegni, commenti di pugno ai margini, rassegna stampa, poesia, aforismi, citazioni, ma anche frasi urlate e vignette, tutto stampato su volantini ciclostilati da Sandro Sardella e oggi raccolti nel volume edito da Abrigliasciolta (collana Segnali) “Carte ciclostinate. Volantini metalmeccanici e postali ciclostinati e fotocopiati in proprio 1978-2011”.
Già dal titolo, “ciclostinate” con la “n” precisa Sardella, poeta-operaio, si capisce il tono e lo stile ironico e diretto della raccolta che, seppur stampata in più e più copie, a sfogliarla sembra in copia unica, sembra di sentire l’odore dell’inchiostro di un tempo e il rumore delle macchine al lavoro. Sopravvivendo alle metamorfosi del mondo del lavoro e delle condizioni di vita dei lavoratori, lo stile di Sardella è rimasto intatto fino al 2011, come il suo spirito forte e riflessivo: oggi tra gli esodati, non si stanca di raccontare piccoli aneddoti che dipingono una cornice reale ai suoi volantini oggi da sfogliare. In fabbrica li distribuiva di mano in mano, con una battuta, e un sorriso, imbarazzato ma orgoglioso dei complimenti ricevuti. Intanto il suo occhio attento per tutti questi anni ha sempre saputo catturare gli umori non dichiarati carpendoli dalla particolare espressione di un collega, dal clima che aleggiava nel capannone, per poi stampare la parola giusta, con il disegno più adatto a denunciare il disagio, a volte, a “tirar su di morale la squadra”, altre.
Resistenza e rivolta, potere e contro-potere: Sardella è stato abile a tener viva una rivoluzionaria forma di comunicazione interpersonale rendendola la “novità prensile sorridente”, come la descrive Corrado Levi, e eleggendolo involontariamente, ma forse neanche tanto, portavoce degli “operai marchiati” verso le “rappresentanze sindacali”. Con il personaggio “Sandrino Operaio Stupidino”, e i tanti suoi amici, Sardella ha raccontato un mondo di operai “per nulla stupidini”, alternando nostalgia, divertimento e profondo rammarico, nel passaggio dalla fabbrica alla Posta, da un mondo operaio del ’78 a quello di oggi, molto diverso, diventando un protagonista unico della più originale della letteratura in “tuta blu”.

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