LE INQUIETUDINI DI NOTHOMB AL LIBERO

Due donne in scena, su un palco nero, con con sole cornici vuote, specchi volutamente assenti, e due voci fuori campo, una sussurrata e una seconda autoritaria, che assume un volto solo nel finale: al Teatro Libero di via Savona fino a sabato 14 luglio è in scena così lo spettacolo “Mercurio” tratto dall’omonimo libro di Amèlie Nothomb e diretto da Corrado D’Elia, con Monica Faggiani, Valeria Perdonò, Antonio Rosti. Non è il primo volume della nota scrittrice belga che anche in Italia diventa una rappresentazione in “carne ed ossa”, stavolta Mercurio porta gli spettatori in un’isola deserta, nel castello di If. Per la precisione in una delle stanze del castello, presto riconoscibile come “la prigione dorata della protagonista, Hazel, prigione il cui unico lucchetto è la sua presunta bruttezza”. La donna, infatti, è rimasta sfigurata dopo essere scampata ad un incendio, dopo la Grande Guerra, e a salvarla è stato il vecchio capitano Homer Loncours, la voce autoritaria, che da allora si prende cura di lei morbosamente, proteggendola dal resto del mondo, rinchiudendola in una stanza e in un gioco d’amore di divieti e protezioni. A rompere il gioco di vittima e carnefice tra i due, arriva Francoise, una infermiera chiamata a curare Hazel, inizialmente forse animata soltanto da un nobile impulso, poi parte attiva del gioco. Come già in “Libri da ardere”, soprattutto, anche in Mercurio, Nothomb riserva ai libri un ruolo centrale, come mezzo di evasioni, di comunicazione, di evoluzione. E come già in tutti i suoi volumi, l’autrice offre una ampia gamma di interpretazioni ai lettori, e, se a teatro, al pubblico, che esce dalla sala interrogandosi su chi sia il carnefice e chi la vittima, sui buoni intenti dell’infermiera, sulla reale bruttezza di Hazel. Uno spettacolo, quindi, Mercurio, che in sala dura poco più di un’ora, ma che nelle menti prosegue per giorni, grazie anche agli attori e ad una scenografia che, nella sua semplicità, sa lasciar spazio alle inquietanti scene tratte dal libro e agli stacchi musicali perfettamente in sintonie con le sensazioni del pubblico.

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