UNA BICICLETTA PER GUARDARE IL MONDO

C’è chi pedala per gioia o chi lo sceglie per professione, ma la bicicletta è comunque molto più di un mezzo di trasporto, e lo racconta bene in tutti i suoi libri Claude Marthaler, scrittore e ciclista appassionato, e con uno sprint più antropologico nel suo ultimo : 170 pagine di aneddoti distribuite da Ediciclo Editore.  C’è la famiglia con prole che ricerca le origini ad est, percorrendo in bici mezza Europa e mezza Asia, o Mohamed che pedala a mano per tutto il Marocco, e poi centinaia di lavoratori che passano ore ed ore sul sedile del proprio ciclo a distribuire pasti, trasportare turisti o consegnare pacchi: per Marthaler, considerato lo sciamano della bicicletta, le due ruote sono come un paio di occhiali, “ho provato ad indossarli e a guardarci attraverso”, ed ecco la sua poetica : “sbirciando tra i raggi ho voluto rendere omaggio agli eroi e agli antieroi del pedale che hanno ridato credibilità alla ‘nobile signora’”.

Marthaler ha iniziato ancora minorenne a pedalare in giro per il mondo, la cicatrice sul sopracciglio sinistro testimonia peripezie sui pedali fin dall’infanzia, ma chi nel suo libro cerca percorsi o consigli tecnici su telaio e cambi si troverò sorpreso. Al contrario di altri suoi precedenti scritti, qui l’autore usa la bicicletta per raccontare chi ci monta in sella, le loro famiglie e i loro lavori, sogni e desideri dei ciclisti di tutto il mondo e dei paesi da cui provengono. Ecco la gentilezza estrema degli africani, gli organizzatissimi indiani, i nordici avventurosi e resistenti e la precisione Svizzera nel programmare viaggi e rispettare itinerari anche con una gravidanza in vista.
E i milanesi? Alla presentazione in città del suo libro, Marthaler con l’accento francese e gli occhi da viaggiatore, è stato accolto dai “coraggiosi che girano in città in bici” tra cui molti sostenitori del movimento Salva i ciclisti”, futuri o già lettori assieme a tanti curiosi di storie alternative. Perchè un ipotetico “L’insostenibile leggerezza della bicicletta – volume II “potrebbe avere anche una storia milanese: già Marthaler ha avuto modo di girare la città e vedere tanti cittadini che sfidano buche e rotaie del tram godendosi le piste ciclabili con un sorriso.

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