LIBRI PER RAGAZZI: CONSIGLI PER LE VACANZE

 Da quando le galline fanno il latte e portano il reggiseno? C’è un estate intera per scoprirlo con il racconto da infilare nella valigia dei più piccoli consigliato dalla Libreria dei Ragazzi di via Tadino: Latte di Gallina di Fabrizio Silei (Ediz. Emme). Un contadino ironico e burlone riesce a convincere tutti che le proprie galline sanno fare il latte: è il gran potere della persuasione. Menomale che un gruppo di bambini, curiosi e non convinti, si mette ad indagare e smaschera le galline e il loro padrone. Di indagini si parla anche “A.s.s.a.s.s.i.n.a.t.i.o.n”, il romanzo di Guido Sgardoli, edito da Rizzoli, e consigliato ai 12enni amanti di Sherlock Holmes. L’autore riprende la storia da quando il celebre investigatore spariva tra le rapide di una cascata in Svizzera, nelle pagine di Conan Doyle, mescolando citazioni dai più grandi classici, in un continuo incrocio di personaggi e trame tra i più vari: da Oliver Twist ad Heidi, ma anche Tre uomini in barca, Poirot e Dracula.
In aiuto invece dei piccoli lettori trascinati in campeggio con la famiglia allargata al gran completo, c’è lo scanzonato e pungente libro di Ruth McNally Barshaw: “Elly Penny. (dis)avventure al campeggio” (Edizioni Il Castoro). La protagonista è infatti capace di trasformare la noia e le provocazioni degli improponibili compagni di tenda in divertenti vignette in una sorta di diario delle vacanze sulla falsa riga del piu’ famoso “Diario di una schiappa”. Una settimana passerà veloce, ad Elly Penny, che finirà anche per divertirsi più del previsto tra ritratti esilaranti e caricature di tutto quanto accade agli adulti che la accompagnano.
Dall’arte di Elly, artista ironica, si passa a “L’arte di sparare balle” (Edizioni Giunti), quella di San Lee, un ragazzino americano di origini cinesi che cavalca un malinteso e si fa credere un Maestro Zen, superando impacci e pregiudizi sul suo aspetto fisico da parte dei compagni. L’obiettivo della “balla” di San Lee è precisamente Woody, una compagna originale e fuori dagli schemi. Tra bugie, equivoci, volontari e non, e gag esilaranti, Jordan Sonnenblick in maniera divertente riesce a dimostrare che per essere accettati non è necessario raccontare bugie.  

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