DUE LIBRI PER FALCONE E BORSELLINO

Nel ventennale  della strage di via D’Amelio, a Palermo, in cui morirono il magistrato Paolo Borsellino e cinque agenti di scorta, riproponiamo due libri pubblicati di recente, per non dimenticare:  “L’eredità”, di Alex Corlazzoli ( Altreconomia Edizioni) e “Le ultime parole di Falcone e Borsellino”, di Antonella Mascali (Chiarelettere).

L’ereditàLe idee camminano ancora se qualcuno ne raccoglie il testimone. Nel nome di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono ancora tanti i magistrati, uomini delle forze dell’ordine, ex mafiosi veramente pentiti che con il proprio quotidiano lavoro e le testimonianze rese proseguono l’opera dei due magistrati simbolo della lotta alla mafia. Uomini e donne che, come la poliziotta Elisabetta, tengono sulla scrivania la foto che ritrae Falcone e Borsellino insieme. Uomini e donne che hanno un nome: Gian Carlo Caselli, Rita Borsellino, Antonio Ingroia, Vittorio Teresi, Franca Imbergamo, Gregorio Porcaro. E’ così in un racconto a più voci che Alex Corlazzoli, insegnante e giornalista, rende il migliore omaggio a “L’eredità”, come si intitola il libro edito da Altreconomia Edizioni, di Falcone e Borsellino.  Interessante la prospettiva dell’autore, un uomo del nord (leghista che 10 giorni dopo essere arrivato in Sicilia straccia la tessera e che nel libro dedica alcune pagine a questa esperienza) che si innamora del sud e dei ragazzi di strada a Monreale fino a pubblicare libri e dirigere il mensile monrealese ‘Filo diretto’. Dalle pagine di Corlazzoli, in conclusione, emerge un’Italia che – da nord a sud – non si è arresa alla criminalità ma la sfida spesso nell’assoluto silenzio in una guerra a tratti ancor più dura dopo la fine di quello che una delle ‘voci’ del libro chiama l’”effetto 1992″, ma sorretta dall’esempio dei due magistrati simbolo.

Le ultime parole di Falcone e Borsellino.“Far parlare loro, lasciare una traccia completa del loro pensiero autentico”: e’ il miglior omaggio a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino per il 20esimo anniversario delle stragi. Lo ha scritto con ChiareLettere Antonella Mascali, giornalista che 23 anni fa per un soffio non riuscì a incontrare Falcone ma ricorda la conversazione con il suo caposcorta: “ero stata orgogliosa ed entusiasta all’idea di poterlo avvicinare”
Letteralmente intitolato “Le ultime parole di Falcone e Borsellino”, il libro lascia spazio a “questi uomini diventati eroi solo da morti, prima invece lasciati sempre più’ isolati”: Mascali, infatti, scrive solo poche pagine in prima persona e lascia la prefazione alla penna di Ferdinando Scarpinato, un magistrato antimafia proprio come i due protagonisti.
Tra i testi selezionati, c’e’ la lettera di Falcone al Csm, “dove parla del suo isolamento”, la lezione di legalita’ che Borsellino fece agli studenti nell’89, e, sempre sua, una lettera di risposta ad una professoressa che lo aveva invitato a parlare con le sue classi. Datata il 19 luglio 1992, all’alba del giorno in cui lo uccisero.
A 20 anni dalla loro scomparsa, Mascali e ChiareLettere, con questo libro, riportando con fedelta’ le parole scritte e pronunciate ai tempi, riescono ad evidenziarne l’attualita’: “salta all’occhio anche come sono stati trattati – spiega l’autrice – Suonano attuali le accuse di finto garantismo, quando invece si sta cercando la verita’”.

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