FARE CULTURA CON CURA

Eleganza, come sintesi di fruibilità e qualità, con copertine scelte seguendo i consigli di 5 o 6 fedelissimi librai milanesi e la promessa di un appuntamento mensile alternativo alle “noiose presentazioni”, “perche’ la casa editrice torni ad essere luogo di aggregazione culturale”. La sede luminosa e verde, di Indiana Editore sarebbe perfetta, a due passi dai Navigli, con un “ordine creativo” tra gli scaffali e volumi aperti sulle scrivanie, ed e’ lì che Bernardino Sassoli de’ Bianchi l’ha fondata il 12 ottobre 2011, “realizzando un progetto che avevo fin da bambino ma solo ora che sono diventato abbastanza incosciente l’ho fatto”.
Con affinita’ di intenti ma piena autonomia operativa, nell’officina di via Argelati 33 coesistono due “Indiana”, la pre-esistente Indiana production, e Indiana Editore, un binomio creativo che ha portato a considerarla “la risposta milanese a Fandango”. Il fondatore non ci fa caso, poco importano gli appellativi, di piu’ la “milanesita’” della sua casa editrice: “siamo molto legati alla citta’, io ci sono nato e cresciuto, conosco le piccole librerie. Giorni fa sono passato davanti a quella in cui andavo da piccolo, vicino a corso Magenta, e vedendo un libro di Indiana in vetrina mi sono emozionato”.
Milano, e i suoi librai, hanno voce in capitolo anche sulla scelta delle copertine, per Indiana: “mi interessa sentire i loro pareri, sono loro che hanno l’occhio e vedono le reazioni dei clienti. Poi l’ultima scelta e’ mia e cio’ che mi interessa e’ l’eleganza”. La sfida e’ quella di rendere attraente contenuti “alti”, e Bernardino Sassoli de’ Bianchi la vince soprattutto con i titoli della collana “Schegge – piccola saggistica provocante” e primo fra tutti con “Liberi di morire”, una dissertazione filosofica sulla morte, scritta da un filosofo italiano del 1732, Alberto Radicati, tanto amato dall’editore-filosofo da regalargli una “mise” ben lontana da quella “un po’ triste che viene spesso affibbiata ai saggi”.
Oltre a “Schegge”, Indiana editore pubblica “Tracce”, storie di musica e non solo, e “I lucci”, titoli piu’ narrativi comunque scelti con cura, dalla copertina all’impaginazione, all’eventuale illustratore. Perche’ per Bernardino Sassoli de’ Bianchi e per la sua squadra “ogni libro e’ un progetto” e in questo progetto e’ incluso anche il lancio. Cosi’ per ogni titolo se ne inventa uno “ad hoc”. “L’erba cattiva” del milanese Ago Panini, ad esempio, ha esordito all’ultima festa del Plastic nella sede storica del celebre locale, “per un libro che racconta cio’ che c’e’ oltre alla Milano Da Bere”. Per la prossima uscita, “Comunque vada non importa” l’autrice Eleonora Caruso si e’ fatta intervistare da un giornalista di Playboy, ammiccando cosi’ al suo ruolo autrice di fanfics di grande successo.
Progetto dopo progetto, dei piu’ svariati e tutti coltivati con grande cura, Indiana Editore per la prossima stagione si prepara ad incontrare la citta’ “con qualcosa si diverso dalle presentazioni, qualcosa che renda meno noiosa la cultura. E’ necessario un formato intelligente da proporre ogni mese. Anche qui in sede: il posto si presta” ed e’ un ottimo modo per accogliere i milanesi, nel vero senso della parola, se questo e’ l’intento. 

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