MANTOVA/IL ROMANZO È UN CONDOMINIO

 Paradisi del voyeurismo, luogo di microrelazioni per capire la societa’, muri sottili da cui sentirsi protetti, ma che ci permettono di essere noi stessi e contemporaneamente “gli altri”. Ecco perche’ i condomini piacciono tanto agli scrittori, in particolare a Nicola Gardini e Marco Missiroli che oggi con Chiara Valerio al Festivaletteratura di Mantova hanno raccontato i loro romanzi, i personaggi, le storie e soprattutto la genesi di tutto questo.   “Amelia Lynd c’est moi”, e’ stato l’outing di Gardini, accolto da un applauso divertito: l’autore nel volume edito da Feltrinelli, “Le parole perdute di Amelia Lynd” racconta le avventure di una donna molto particolare, “l’incarnazione di tutte le utopie dell’800”, che da Manzoni a Lenin a Tucidide tiene ripetizioni e sta scrivendo un dizionario.
Sono storie di cattiveria, e di invidia, quelle di Gardini, amplificate nella tromba delle scale che fa da cassa di risonanza e arriva fino ai lettori, custodite da portinai che odiano e amano i condomini al tempo stesso, rifugiandosi nel pettegolezzo.
E’ la mania del controllo, quella che eccita Missiroli che nel “suo” condominio de “Il senso dell’elefante” (Guanda) ha assiepato piano per piano le tante storie vere incrociate arrivando a Milano da un piccolo paese vicino a Rimini. Personaggio chiave, “senza cui non ci sarebbe stata la resilienza e il palazzo sarebbe diventato una prigione”, e’ l’avvocato ebreo omosessuale: “per 8 mesi si e’ fatto i fatti miei, indagando la mia solitudine di trapiantato in citta’, osservando le impronte digitali sulla mia porta di ingresso, ‘poche perche’ molto solo’ – ha raccontato Missiroli – pensavo ci volesse provare con me, all’inizio. E invece mi ha aiutato tantissimo”.
“Pieni di persone che sanno e fanno finta di non sapere”, i condomini visti dagli scrittori sono una scala sociale in verticale simili ai gironi danteschi: “un carotaggio nella societa’, nella molteplicita’ dei cittadini” a cui girando per la strada non si pensa. Libri come quelli oggi presentati a Mantova possono cambiare lo sguardo con cui si varca un portone, uno qualsiasi, di qualsiasi citta’.

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Una risposta a “MANTOVA/IL ROMANZO È UN CONDOMINIO

  1. molto interessanti , viene voglia di leggerli

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