MANTOVA/UN MILANESE AL FESTIVAL

L’Expo “che chissa’ cosa lascera’”, e piazza Duomo “poco vissuta, mentre piazzale Loreto e’ ridotto ad uno svincolo”, via Padova “buon esempio di laboratorio”, la borghesia “non piu’ raffinata”, e il tessuto sociale popolare “non piu’ forte come una volta”: e’ la “La Milano da leggere” raccontata dallo scrittore Giorgio Fontana (nella foto) oggi a Mantova, durante l’incontro piu’ meneghino del Festivaletteratura 2012, a cui Omnimilanolibri ha partecipato. “Amo Milano, ma Milano e’ facile da odiare, e’ avara e si tiene le sue bellezze per se’, la maggior parte sono private, gli ambrogini le nascondono dietro ai portoni”: l’autore di “Per legge superiore”, edito da Sellerio, duettando con Marilia Piccone ha cantato lodi e difetti della citta’ non risparmiandole nulla. Dalla mancanza di un identita’ forte, “ed e’ per questo che e’ una citta’ plastica, che sa assorbire gli urti”, alla presenza di “trame spregevoli: il centro gronda di marciume dai piani alti di quelli della criminalita’ di strada”. Ambientando il crimine in via Padova, Fontana, nato a Saronno ma residente tra Loreto e Piola, conosce bene il quartiere “oggi con tante, troppe tensioni. Ma magari tra 20 anni vedremo impiegato tunisini che brontoleranno per 5 minuti di ritardo della metro, da bravi milanesi”. D’altronde, per Fontana, “non esiste il milanese in se’, solo come macchietta”. Così iniziano a spuntare i lati belli della citta’, quelli che un visitatore in 3 giorni non coglie “e vorrebbe solo scappare”, ma che ci sono. Negli scorci, ad esempio, da scovare con pazienza, e nella cultura sotto-istituzionale, “fuori dai circuiti soliti, e che nell’ultimo anno sta emergendo di piu'”. Parlando di una citta’ “che sta affrontando un forte ed arduo cambiamento”, per Fontana e’ impossibile non entrare nel merito del cambio amministrativo di oltre 1 anno fa: “si vede che e’ cambiato il clima, Pisapia e’ una persona stimata. Finalmente abbiamo un sindaco che e’ un sindaco”. E nel 2015 arriva anche l’Expo: riuscira’ a rendere Milano all’altezza di altre citta’ europee come Berlino e Parigi? “Ci sono difficolta’ evidenti. Ho molta paura della risposta che dara’ alla citta’”. Dal pubblico, dopo un applauso alla sincera simpatia di Fontana, una lettrice autodefinendosi “psicanalista trapiantata a Milano”, scioglie l’imbarazzo di tante critiche fatte alla citta’: “piu’ se ne parla male, piu’ poi la si ama, Milano. Siamo cosi’, la disprezziamo tanto che poi ci risulta simpatica”. A Fontana e ai lettori presenti non resta che annuire.

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