GANGLAND, UNA MILANO DA THRILLER

L’INTERVISTA CON L’AUTORE  La città delle bande, Milano, la Gangland multirazziale, l’approdo del ‘Professionista’ che ha frantumato i propri sogni finendo per “vivere di violenza”. Ora Chance Renard, questo il suo nome, è un sopravvissuto, atteso da nuovi orrori nella città in cui pensava – finalmente – di poter vivere, e basta. Stefano Di Marino tratteggia già nelle prime pagine lo sfondo e il protagonista del suo ‘Nero Criminale’, romanzo appena pubblicato da Edizioni della Sera e permeato della città in cui il Professionista (già affermato protagonista di una serie tra spy story e thriller della gloriosa collana Segretissimo) si è stabilito. Ma non c’è pace per quest’uomo che verrà chiamato a risolvere – oltretutto in tempo di elezioni per il sindaco – un efferato omicidio con un unico indizio, le parole ‘Baba Yaga’, forse una firma, forse un messaggio; sicuramente un caso che scotta nelle mani della polizia.

Nero criminale è un thriller a tutti gli effetti. Senza – mi sembra di poter dire – sfumature, sottogeneri o macrocategorie un po’ annacquate come quella del noir, parola abusata. un thriller nitidamente ‘tout court’. Sei d’accordo? Sicuramente, anzi è quasi un manifesto del ‘ mio’modo di vedere il noir. Nero criminale appunto, una storia di banditi in cui la polizia entra solo di  striscio. c’è sicuramente qualche influenza di Richard Stark che in questo filone è il mio modelo ma è comuque una storia con caratteristiche molto italiane.

Gangland, Milano, è protagonista del romanzo. Sul tuo blog “rivendichi” di averla raccontata fin dagli anni Novanta. Cosa è cambiato? Cosa ha ancora di quella città a tinte cupe che tanto l’hanno caratterizzata – in letteratura – nel passato (penso a Scerbanenco in primis ovviamente)? ‘Per il sangue versato’, il  mio primo romanzo era un ‘nero italiano’ della gloriosa collana mondadoriana che diede un po’ il via al genere e che forse era un po’ in anticipo sui tempi. Era una storia di malavita degli anni della Milano da bere. In quei tempi Milano era già una metropoli snodo internazionale ma non come adesso. Non era più quella della  ‘ligera’ , ma era piuttosto territorio …nostrano. Oggi invece  tutto è diventato più frenetico, più moderno. si intrecciano realtà etniche a volte molto lontane da noi, spesso più arretrate con tecnologie e manovre finanziarie moderne. Sono due mondi che hanno sempre un risvolto criminale che è un po’ il territorio in cui realtà apparentemente discoste si incontrano. Questo ho voluto raccontare.

 Il Professionista è anche sempre attualissimo protagonista di Segretissimo, una forma diletteratura popolare dal sapore un po ‘retrò’.  Resiste anche all’epoca di internet? Qual è la sua forza? La spy story del Professionista resiste anche in epoca moderna perché ha saputo cambiare i suoi contenuti. La Guerra fredda è finita dagli anni  ’90,sullo scacchiere internazionale si sono avvicendate mafie di diversi paesi diventate così potenti da poter essere avvicinati a servizi segreti; poi il terrorismo, la crisi economica. Ciò che resta intatto è lo spirito avventuroso, la voglia di raccontare storie di evasione, forse vagamente improbabili m non impossibili. Divertenti perché anche se tengono d’occhio la cronaca riesco o a suggerire almeno per il tempo di una lettura un mondo differente,più esotico, dove ci si rifugia volentieri per vivere un’emozione.  

I tuoi romanzi, a una prima lettura, lasciano intuire una sfrenata capacità di creare azione, trama, avventura, anche in luoghi lontani. Come si alimenta questo fermento? Quali sono le tue ispirazioni? La cronaca? Altri romanzi? Io sono un lettore onnivoro da sempre. Ma anche un grande appassionato di cinema. Nei filoni che mi interessano leggo e vedo praticamente di tutto in dosi massicce da moltissimi anni, con la scusa che è il mio lavoro. Però mi piace viaggiare, fare delle cose, qualche avventura, realistica come la pratica di uno sport da combattimento, un viaggio, un reportage fotografico, forniscono idee ed emozioni quanto la lettura di un romanzo o la visione di un film. Io credo che il mio universo fantastico e immaginario nasca un po’ da questa combinazione tra fantasia e realtà vissuta. 

Di Marino cura anche un blog dove racconta di sé e dei suoi personaggi all’indirizzo http://hotmag.me/ilprofessionista/

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2 risposte a “GANGLAND, UNA MILANO DA THRILLER

  1. Pingback: Nero criminale | Edizioni della Sera

  2. valida lettura e merito alle capacità contenute

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