LA “CARICA” DEI MICROEDITORI

Si possono concentrare nella “Città della Madunina” le produzioni di alcuni tra i migliori publisher che lavorano nel campo della grafica, dell’illustrazione e della fotografia provenienti dall’Italia e dall’estero? Lo farà MICRO, il primo festival di editoria indipendente in programma il12, 13 e 14 ottobre nello spazio Superground messo a disposizione da ArtKitchen in via Dionigi Bussola 4. Pensato e “messo in piedi da zero” da Giuliana Tammaro di Branchie e Marco Nicotra di Bolo Paper, il festival può già contare, alla sua prima edizione, su 23 editori selezionati che lo animeranno oltre a laboratori, bar, musica dal vivo, incontri, una mostra di fanzine e “tantissimi altri progetti editoriali di cui si occuperà il nostro staff” raccontano a Omnimilanolibri Giuliana a Marco, dicendosi “soddisfatti del feedback molto positivo ricevuto fin da subito”.Tra gli editori partecipanti, selezionati in base a coerenza con il focus della rassegna, qualità, originalità, cura dei dettagli, vi sono 15 italiani, di cui 7 lombardi (0-100, Aalphabet, Bolo Paper, Cesura Publish, Emidio Bernardone, Topipittori), mentre da oltralpe arriveranno altri “colleghi” tedeschi e francesi, uno svizzero e uno ceco. Per tre giorni, quindi, Milano, grazie a Giuliana a Marco, avrà ciò che non ha mai avuto, secondo loro che da anni ci vivono e lavorano nel settore: un evento dedicato alla microeditoria: “ in tutto il mondo l’interesse aumenta, qui non c’era ancora nulla – spiegano – allora ci abbiamo pensato noi. Anche per un po’ di sano egoismo feticista, che ci ha spinti a desiderare di toccare con mano oggetti editoriali che riteniamo di estremo valore”. Esplicito omaggio alla città, all’interno del programma di MICRO, c’è poi il progetto“Lost in Milan”, nato dalla collana “Lost in” di Bolo Paper, di cui esistono le edizioni per Berlino e Londra e sono in arrivo quelle per Catania e Venezia. Perché non Milano, quindi? “La scorsa primavera è stato lanciato un omonimo workshop in tre date per l’ampio numero di iscritti – ha spiegato Marco – da questi tre bellissimi momenti di scambio con 24 persone, sono nate 24 fanzine che a MICRO verranno esposte in una mostra. Verrà presentato anche ‘Lost in Milan’, che racchiude le migliori doppie pagine prodotte durante i tre weekend”. Il programma è ricco e originale: MICRO si prepara a diventare un appuntamento letterario internazional-meneghino? Vedremo, ma “la speranza è di continuare a lavorare circondati da persone e progetti di indiscussa qualità e di rinnovarci sempre per poterci prima di tutto entusiasmare facendo quello che che ci piace”. Dopo il festival, quindi, si continua a lavorare per costruire una vera e propria comunità di microproduttori, “una rete contraddistinta dalla qualità e dalla passione per la carta stampata”. I primi passi saranno la distribuzione di “Bolo magazine 2 – Dreams are indispensable”, che sarà presentato proprio a MICRO. Poi ci sarà un nuovo workshop “ a sorpresa” e, a dicembre, un incontro di Branchie e Bolo Paper durante il laboratorio di Sintesi Finale tenuto da Stefano Maffei presso la Scuola del Design del Politecnico di Milano (“Autoproduzioni. Nuovi modelli di connessione tra design, produzione distribuita e fabbricazione avanzata”). Fino a fine anno non c’è un buco in agenda per i due ideatori del festival, ma, pur sognando un 2013 altrettanto positivo e prolifico, oggi la loro mente torna all’appuntamento del 12-13-14 ottobre e alla sfida che il Micro ha lanciato alla metropoli. (www.microfestival.it)

 

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