I MEMORABILI ANNI ’60 DI MILANO

L’assoluta eccellenza che Milano raggiunse negli anni ’60 la si puo’ immaginare, solo, oppure leggere nei 18 “incontri memorabili” tenutisi nel 2010 al Circolo Filologico Milanese e contenuti nel volume di Luciano Tellaroli, “Milano. Il linguaggio degli anni Sessanta”, autore anche di un film documentario allegato: 107 minuti di immagini amatoriali ad alto e denso contenuto storico e creativo. Denso lo e’ anche il libro, di nomi, di temi, di ricordi della citta’ “quando era ai vertici dell’alta Cultura internazionale”. Sfogliandolo si partecipa ad una “esplorazione interdisciplinare analitica alla ricerca delle ragioni di quella assoluta eccellenza”, spaziando dalle filosofie allo spettacolo e al cinema , dall’architettura alla musica e alla politica, dalla scienza fino ad arte e sport. Senza rifilare al lettore scontate risposte sui motivi della splendente “Milano anni 60”, il libro edito da Booktime e con in copertina una tela di Fontana, apre con la prefazione di Giulio Giorello, che lascia spazio alla “Milano vista da Milano” e conclude con “Outside: Milano vista da New York”. Tra i testimoni chiamati da Tellaroli a raccontare la citta’ anche Armando Torno, che parla di “possibile laboratorio del centro-sinistra”, con Piero Bassetti, e poi Maurizio Porro, Bruno Bozzetto, Gianni Rivera e Massimo Moratti, che precisa, “Si lavorava, ma Milano era anche molto divertente”. Inge Feltrinelli, molto presente anche nel dvd, rievoca non solo grandi nomi ed eventi, ma una via Montenapoleone con negozi di verdure, e a pochi metri Elio Fiorucci in San Babila racconta come volle creare “una scatole dove fare tutto” e la visita di Andy Warlow nel suo negozio. Nel libro Milano e’ anche capitale dell’informazione economica italiana con Il Sole 24 ore, e, restando nel giornalismo si ricorda come in quegli anno ci bazzicassero anche Enzo Biagi e Indro Montanelli in citta’ con celebri scrittori come Umberto Eco. Al di la’ dei nomi noti, dagli anni ’60 arriva l’esempio esplicito di una Milano che “non solo assorbe ma sa accogliere un numero spropositato di persone, tutti coinvolti dalla milanesita’” perche’ “Milano era ordinaria, non speciale, ma piena di energie e vita”, “bucherellata” per realizzare le metropolitane, stimolante e vitale negli atenei universitari.

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