DON COLMEGNA E GLI ‘INDESIDERABILI’

“Ma non e’ meglio ‘La chiesa che vorrei’?”. No, lui, l’autore, don Virginio Colmegna, ha voluto proprio “La chiesa che vivo” come sottotitolo del libro appena pubblicato con Chiarelettere “Ora et Labora”, le 100 pagine in cui il presidente della Casa della Carita’ intreccia il proprio pensiero con quello del cardinale Carlo Maria Martini a cui ha appena dedicato la biblioteca della Casa e di cui cita “le attualissime parole”. Sull’evangelizzazione, ad esempio, contrapposta al proselitismo, e sulla “gratuita’”alla base della Casa della Carità.
“Non ci sarebbe questo libro, senza la Casa”, spiega don Colmegna, e racconta: “la casa dove abito ospita le persone piu’ indesiderabili della citta’. Non chiedetemi le ragioni, non le conosco. Vivo questa vicinanza, e basta”. Per spiegare “chi me lo fa fare?” don Colmegna cita poi due maestri di quell’incoscienza della carita’ che oggi si respira in via Brambilla: il cardinal Martini, e don Lorenzo Milani secondo cui “i piu’ poveri hanno la capacita’ di identificare qualcosa di importante, che migliora la societa’ intera”.
Parla delle donne e degli uomini che incontra nei corridoi, dei ragazzi che ospita – alcuni frequentano il Conservatorio con impegno e successo – e intanto si scaglia contro l’atteggiamento “tracotante del normalizzatore”, ribadendo che “la relazione educativa con gli abitanti ai margini, non e’ rieducazione di deficienti”.
In nome della gratuità imparata da Martini, il presidente della Casa della Carita’ sta portando avanti “una grandissima battaglia culturale” e lo fa anche nei confronti del’amministrazione milanese consapevole “di aver espresso spesso un parere netto: sono le volte, rare, in cui mi e’ parso necessario non tacere”. “Se partiamo dal dramma degli sfratti, nasce il bisogno di una nuova politica abitativa, se guardiamo all’urgenza di cambiare volto alla citta’ – scrive – nasce il bisogno di entrare nel merito di un piano urbanistico che valorizzi le esigenze di compatibilita’, di un vivere urbano non speculativo. La domanda di sicurezza chiede socialita’, cultura etica e senso civico”. Ai milanesi, che chiamera’ nei prossimi giorni ad aderire ad una operazione di azionariato solidale per abbracciare la Casa, ricorda che “Una citta’ non ha futuro se non si raccoglie e non ha la capacita’ di guardarsi dentro” e chiede “un cambiamento sociale anche nel vivere urbano”. Prima di chiudere con le parole del cardinal Martini, quelle di una intervista realizzata nel 2009 – “In nome dell’Altro” – don Colmegna inserisce in “Ora et Labora” il suo commiato: la poesia “Profeti Ignari” che contiene tutti i temi del libro: il rapporto con la Chiesa, con gli ospiti della Casa della Carita’ e con Milano. “Nella citta’ impaurita rabbiosa e cupa, ascolta, Signore, il cammino di profeti nascosti e ignari”, recita, e di questi profeti, qualcuno sicuramente abita in via Brambilla. 

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