LIBRERIE, ‘IL MIO LIBRO’ E IL FATTORE UMANO

Angolo delizioso dove leggere ma non solo, anzi, lì i libri sono il collante tra persone, esperienze, emozioni: la libreria “Il mio libro”  di via Sannio 18 compie due anni e domenica 4 novembre la padrona di casa, Cristina Di Canio, invita tutti dalle 18.30 in poi, nello spazio di via Giusti 22, per soffiare sulle candeline e premiare il vincitore del concorso che lo scorso anno ha incoronato Vincenzo Costantino, con il suo “Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare” (MarcosyMarcos). Domenica si deciderà tra i 10 autori italiani che hanno venduto di più nel corso dell’anno, ma le copie vendute si sommano alle preferenze espresse dai lettori che diventano così protagonisti. In attesa di conoscere il nome del vincitore, Cristina, come la chiamano tutti i clienti, racconta i suoi due anni tra gli scaffali.

Perchè una libreria a Milano? Era il sogno della mia vita. Mi sono resa conto che tutte le mattine mi alzavo con il mal di pancia, che mi stavo ingrigendo per un lavoro che non sentivo mio, mi sono detta : “azzarda, prova… credici”. Pensando alla pensione che non avrò mai, ho deciso di iniziare a “smettere di lavorare subito”, facendo il lavoro dei miei sogni. Inizialmente non sapevo che piega avrebbe preso la libreria, ho messo a scaffale un po’ di tutto, con il tempo ho avuto modo di conoscere case editrici e realtà indipendenti che hanno preso a cuore la mia sfida e che credono nella mia “idea” di libreria. Ecco allora che gli scaffali si sono riempiti di editori sempre più di nicchia e particolari. Oltretutto, sono dietro ad un centro commerciale e vendere solo i best sellers: ho deciso quindi di proporre ai miei lettori delle letture “diverse”, ma decisamente valide.

Che tipo di clientela ti viene a trovare? Come è cambiata dall’apertura ad oggi? La libreria è stata adottata dal quartiere, i clienti mi chiamano per nome, si è creato un rapporto spesso non solo lavorativo. Spero che il fattore “umano” non entri in crisi come invece può succedere all’editoria. Non so come si chiama il mio vicino di casa, ma conosco per nome i miei clienti affezionati. Con il tempo questo ruolo di libreria di quartiere si è rafforzato: ho delle clienti premurose che quando vanno a fare la spesa mi chiedono se ho bisogno di qualcosa, riusciamo persino a creare i “pic nic” in libreria. All’ora di pranzo, infatti, mi trovo con qualche cliente a spiluccare qualcosa, i tavolini dei bambini diventano il nostro angolo ristorante, il tutto con la libreria aperta al pubblico.

Lo scaffale gestito dai clienti: come funziona? Mi sentirò libraia solo dopo 30 anni di esperienza, quindi ho chiesto ai lettori di aiutarmi e di partecipare attivamente nella scelta dei titoli chiedendo ad ognuno di consigliare un bel libro da leggere. Viene messo un bigliettino dentro al libro, dove il lettore consiglia perché acquistarlo. Spesso capitano delle chicche di lettura che non avrei conosciuto altrimenti.

Piccoli editori, autori esordienti, artisti: c’è spazio per loro? Il mio libro è stato concepito come spazio vivo dove il libro fa da contorno e collante a tutte le iniziative che possono nascere in una libreria. Ogni giorno penso a nuove idee e proposte per rendere la libreria un posto dove i lettori possano ritrovarsi. Ospitiamo corsi per grandi e piccini, oltre a tantissimi incontri con autori anche in diversi momenti della giornata: dalla pausa pranzo con autore, all’aperitivo, al libraio per un giorno.

E i bambini ? Hanno una colonnina tutta per loro, si dipingono la mano e lasciano la loro impronta dove scriviamo nome data e età. Penso a quando, fra 30 anni, potranno farla vedere ai loro figli!!!

Veniamo alla festa di domenica 4 novembre: chi sono i finalisti del concorso di compleanno, stavolta? 101 Perché sulla storia di Milano che non puoi non sapere (Marco Dell’Acqua e Giuliano Pavone, Newton Compton) ;999 L’ultimo custode (Carlo Martigli, Longanesi); Che bella vita (Federico Tavola, Mursia); Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare (Vincenzo Costantino, Marcos y Marcos); Cose da salvare prima di innamorarsi (Daniela Grandi, Newton Compton); Malatesta (Lorenzo Mazzoni, Momentum); Milano Forte e Piano 2 (curatore Giovanni Bernuzzi, Happy Hour edizioni); Le prime luci del mattino (Fabio Volo, Mondadori); Quando il comunismo finì a tavola (Fernando Coratelli, CaratteriMobili);L’ultimo Hacker (Giovanni Ziccardi, Marsilio).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...