BEIC DIGITALE: MIGLIAIA DI OPERE IN RETE

wbresizeGia’ on line 3mila volumi, di 900 autori diversi, a cui se ne aggiungeranno altri 8mila al ritmo di 500 al mese, di cultura umanistica e scientifica, dal mondo antico ad oggi, spaziando da monografie a testi e periodici, partendo da settori “meno frequentati”, come la collezione di matematica o di diritto europeo medioevale. La Beic digitale apre oggi al pubblico le “sue” prime collezioni in cui “immergersi” attraverso un catalogo multidisciplinare e selettivo che andra’ ad ampliarsi anche con immagini, musica e video per diventare anche multimediale. In corso di elaborazione ci sono anche una serie di programmi organizzati per lettori non specialisti, programmi didattici e formativi, mostre virtuali e il catalogo dell’Archivio regionale delle pubblicazioni edite in Lombardia dal 2006 ad oggi, in collaborazione la Biblioteca Braidense. 
Mentre la Beic digitale, inaugurata oggi alla Fondazione Corriere, nei prossimi mesi si arricchira’ di nuove collezioni sempre liberamente accessibili, rapportandosi anche con altre biblioteche e istituti di ricerca italiani e stranieri, resta il progetto della Beic “fisica” su cui il presidente della Fondazione Beic, Antonio Padoa Schioppa si sente “relativamente ottimista”.
Apprezzando l’impegno dell’attuale amministrazione, anche per poter ottenere delle risorse dal Governo, Padoa Schioppa ha parlato oggi anche della grande struttura bibliotecaria a scaffali aperti, dialogante con la citta’ e con le biblioteche lombarde, nazionali e internazionali che Milano dovrebbe ospitare. Questo “deposito”, potrebbe contenere almeno un milione e mezzo di volumi “fisicamente”, oltre a centinaia di migliaia di opere digitalizzate, e prevederebbe spazi per ogni tipo di utenza, dagli esperti ai ragazzi o agli studenti che potranno usufruire anche di un laboratorio multimediale, un auditorium e sale di ascolto di brani di musica jazz o classica. Perche’ “bisogna starci bene, in biblioteca”, e cio’ che si vuole creare, come illustrato oggi, e’ uno spazio di qualita’, dalla scelta delle opere alla vivibilita’ degli spazi. In attesa di un finanziamento pluriennale che permetterebbe ai cittadini di veder realizzata la Beic, e’ stato calcolato che i costi di gestione, a regime, sarebbero pari a un decimo di quelli di spesa corrente di una universita’ medio-piccola. Per ridurre il contributo inevitabilmente da chiedere allo Stato, ci sono anche alcune sinergie da mettere in campo come ricorrere a insegnanti in esubero per il personale in comando alla Beic, trasferire alla Beic alcune funzioni svolte dalla Sormani e attivare alcuni servizi a pagamento.
In 4 anni la Beic oggi digitale potrebbe avere la sua sede e nel frattempo completare l’acquisto del patrimonio digitale, cartaceo e documentario diventando così allo stesso tempo biblioteca pubblica, storica e di ricerca tra le piu’ importanti d’Europa.

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