MIRACOLI POLITECNICI

politecnico-di-milanoL’elicottero e dei bicchierini di plastica, le magie di caucciu’ della Pirelli e un ufficio brevetti 100% “rosa” con succursale persino a Bellinzona, la torre Velasca e il Pirellone e tanti altri oggetti di design. Cosa hanno in comune? Sono “Miracoli a Milano”, e sono in scena nell’omonimo spettacolo organizzato dal Politecnico di Milano che festeggia i suoi 150 raccontandosi per voce di Laura Curino, autrice assieme a Lucio Diana, accompagnata da 4 ex allievi del Piccolo Teatro. Ieri, la prima delle 7 serate organizzate nel suggestivo laboratorio solito ospitare i crash-test, in via Durando 10, ha ripercorso le fondamentali tappe dell’ateneo, “e il primo miracolo” come ha ricordato l’attrice, “e’ stato quello di raccontare tutto in un’ora e un quarto” istruendo, incuriosendo e divertendo una platea di 300, non tutti usciti dal Politecnico, ma anche di estrazione umanistica e artistica.
Per nulla autocelebrativo, ma aperto alla citta’, lo spettacolo con cui il Politecnico apre i festeggiamenti in programma per tutto il 2013 ha proprio una forte connotazione milanese e allo stesso tempo universale, grazie ai temi del viaggio, del coraggio, dello stupore, quello con cui per prima la protagonista si appresta a scoprire e svelare le tappe piu’ importanti dei 150 anni trascorsi. Ecco allora che, “ritmati da leggende e aneddoti sacri e profani”, vanno in scena i “miracoli politecnici” a partire da quello della fondazione, il 29 novembre 1863, ed ecco la Curino leggere anche l’oroscopo del Politecnico e sceglierne un santo protettore “instancabile, che calza quindi alla perfezione”. Segue il miracolo della Luce, con le 2880 lampade ad incandescenza per illuminare il Teatro della Scala, e il miracolo dei buoni maestri che condussero Pirelli sulla strada del caucciu’, miracolo messo in scena con forti richiami alla terra del caucciu’, il Brasile. Arriva poi il miracolo del volo, con il noto Forlanini, e l’importante miracolo delle donne, le prime laureate, su cui Curino ironizza con giochi di parole sull’affrancatura del punto croce e del punto “fiamma”, citando poi il romanzo “Piccole donne”.
Anche l’architettura spunta nello spettacolo con la Torre Velasca e lo studio Bbpr, miracolo della memoria che si intreccia con ricordi di fascismo , guerra e deportazione. Sempre architettonico anche il miracolo della leggerezza di Gio’ Ponte, mentre Giulio Natta realizza quello della semplicita’, inventando la plastica. Nella sua agenda all’11 marzo scrisse “fatto il propilene”, e con 3 parole fu la rivoluzione. Curino la evoca riproducendo una scena di un matrimonio africano dove i doni sono “pregiatissimi catini e oggetti in lucente plastica” per cui tutti ringraziano il cielo, e Natta, di avere “fatto il propilene”, appunto. Lo spettacolo si conclude con il miracolo del quotidiano, un capitolo ancora aperto e che si verifica attualmente con i giovani cervelli sfornati dal Politecnico.
“Miracoli a Milano” andra’ in scena ancora oggi e nelle serate dal 10 al 14 dicembre. Nel 2013, sempre in collaborazione con il Piccolo Teatro ma nella sede del Teatro Studio Expo, e’ in programma un ciclo di 6 incontri-spettacolo basati su 6 domande sulla “ricerca dell’improbabile”, con la regia di Emiliano Bronzino.

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