LA ‘NDRANGHETA VICINA DI CASA

download“Penetrata come lama nel burro”, in casa altrui, a Milano e in Lombardia, “mentre sull’uscio il padrone di casa gridava ‘padroni in casa nostra’ in direzione della tromba delle scale”. Così la ‘Ndrangheta è al Nord e Nando Dalla Chiesa, “con la tecnica di raccontare tutto come se l’altro non sapesse nulla” ha pubblicato con Einaudi uno “studio di comunità” su quanto dal dopoguerra ad oggi è accaduto a Buccinasco, la “Platì del nord”. Il libro, intitolato semplicemente “Buccinasco” è scritto a quattro mani da Dalla Chiesa e da Martina Panzarasa, una allieva della prima edizione del corso di Sociologia della Cirminalità voluto dal professore alla Facoltà di Scienze Politiche della Statale, che aveva dedicato al paese dell’hinterland la sua tesi di laurea, nucleo originario dell’interessante pubblicazione oggi in libreria. Perché Buccinasco? Perché, spiega Dalla Chiesa, è rappresentativo, della presenza della ‘ndrangheta al Nord, e allo stesso tempo ha una sua interessante specificità: “è un paese che cresce come colonia della ‘ndrangheta, non ci sono confinati né avviene un trapianto ma ci nascono proprio dentro, assieme, la battezzano”. Ed ecco la “Platì del Nord” che in dieci capitoli si finisce per conoscere bene, come contesto, come storia, come sistemi che hanno regolato e ne regolano la vita di comunità dove “biblioteche e servizi funzionanti non garantiscono l’assenza della criminalità organizzata”. L’approccio scelto dai due autori accompagna anche i non esperti: si inizia a conoscere la Calabria e Platì, in particolare, con le sue famiglie – capitoli che sono valsi una trasferta sul posto alla giovane tesista – per poi passare alla storia dello sviluppo di Buccinasco, dalla stagione dei sequestri a quella dello spaccio di stupefacenti, con un occhio sempre attento al contesto economico e politico dove questo “caso” si è verificato: quello di Milano. Avvicinandosi sempre di più al presente cominciano a spuntare nomi e fatti di fresca memoria che testimoniano la conquista dell’economia legale da parte della ‘ndrangheta. Qui i due autori svelano “i segreti di una resistibile ascesa” nell’intento di scuotere “una società sonnolenta o chiusa nell’egoismo, padre di tutte le omertà”. L’ultimo capitolo, “Leggenda e realtà”, vale un opuscolo a sé, da distribuire “come il pane” in tutto il territorio, con 5 luoghi comuni puntualmente smentiti da Dalla Chiesa e Panzarasa: 1) la presenza della ‘ndrangheta non è figlia delle leggi romane né dell’istituto del confino. 2) le generazioni ‘ndranghetiste presenti a l Nord non sono lontane dallo stereotipo “con la coppola e la lupara” 3) non c’è stata alcuna infiltrazione ma c’era tutto il tempo di capire che cosa stesse accadendo alle porte di Milano 4) non è vero che la ‘ndragheta a Milano non spara perché non ha interesse a sparare. Spara eccome. 5) La ‘ndrangheta coesiste benissimo anche in luoghi con un elevato livello di servizi pubblici e sociali. Anzi, li apprezza anche e non cerca per forza il degrado. cco il caso “Buccinasco” descritto in un libro che è diventato a sua volta un caso comparso nella cronaca dei giornali in seguito alla reazione di esponenti delle recenti amministrazioni locali: una reazione che, oltre agli studenti e all’autrice più giovane, ha lasciato meravigliato anche lo stesso Dalla Chiesa. “Me la aspettavo ma non così spropositata, questo vuol dire sicuramente qualcosa. Nel libro non ci sono accuse dirette a persone, sono tutti fatti documentati. Gli argomenti e i toni che ho sentito sono da Palermo anni ’80. La colonizzazione è avvenuta davvero, un paese calabrese avrebbe reagito ugualmente”.

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