IL MIO REGALO SEI TU

copMilano è una città spaventosa e allo stesso tempo stupefacente agli occhi di Lidia, protagonista di “Il mio regalo sei tu” (Marcos y Marcos) e a spiegarlo è l’autrice stessa, esordiente, che di Lidia, con qualche anno in meno di lei, condivide “la voglia di scoprire come è fatto il mondo e di vivere esperienze”. Ecco quindi una ambivalente città, a fare da sfondo alla storia di Sarah Spinazzola: una Milano, “da cui voler scappare ma anche dove compaiono persone piene di umanità che per brevi attimi fanno pensare che non è tutto perduto”.
Lidia è una adolescente alle prese con l’età, ma soprattutto con un padre che non ha mai visto se non alla tv. Il romanzo prende il via dalla possibilità di incontrarlo. Se Lidia si potesse intervistare, una volta chiusa la copertina posteriore turchese del primo libro di Spinazzola, verrebbe da chiederle? “Ti sei pentita di averlo voluto conoscere?”. La valutazione resta da immaginare a chiunque legga cosa questo padre le combina. Tra le pagine, però, non c’è solo questo: c’è una Lidia è alle prese con la crescita di Lidia, il suo rapporto con la madre, le sue osservazioni sulla città e sul mondo degli adulti e della scuola che la fanno diventare una amica, nella lettura. “Ho conosciuto una adolescente milanese con una famiglia variegata” si potrebbe dire dopo aver letto le pagine fresche, semplici e coinvolgenti dell’autrice milanese che scrive ascoltando pop – Outcast, Madcon, Alicia Keys e Jay z – e quando rilegge Philip Glass, Brian Eno, René Aubry.
Cambiando tanti cd e tante frasi, Sarah racconta di aver scritto per 4 anni “pezzi di qualcosa che non sapevo cosa fosse”, dalla fine del 2010 ha poi provato a comporlo e alla fine del 2011 ne è venuta a capo ed ecco il contatto, “sorprendente”, con la milanese Marcos y Marcos che ha richiesto un altro periodo di incubazione di 9 mesi prima di sfornare il libro con la bella copertina colorata, con un clown in equilibrio su fili per stendere la biancheria. Accompagnata Lidia ad essere una piccola donna, “milanese”, ora gli appunti di Sarah Spinazzola parlano d’altro, e dopo tanta città è il momento di un po’ di mare, “un sacco di mare”.

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