POETI PER LA MEMORIA

cropped-100TPfCNEW3“Dove non arrivano politica, informazione e cultura, possono arrivare poesia ed arte” e, proprio con la poesia, declamata, l’appuntamento è sabato 26 gennaio alle 21 al CAM Garibaldi (corso Garibaldi 27). Una serata di letture in versi è l’iniziativa per celebrare il Giorno della Memoria pensata dai 100 Thousand Poets for Change per Milano, una Milano dove “crescono i movimenti neonazisti e razzisti, si tengono incontri di estrema destra, si vedono apparire svastiche ovunque – ha spiegato Roberto Malini che insieme a Daniela Malini e Steed Gamero cura eventi europei dei 100 TPC – C’è tanto antisemitismo e tanti episodi di omofobia: mancano programmi di educazione al rispetto delle minoranze”. 100 Thousand Poets for Change, 100TPC, è una organizzazione internazionale artistica, focalizzata soprattutto su musica, arte e letteratura, fondata nel 2011 dagli americani Michael Rothenberg e Terri Carrion che hanno subito apprezzato la nascita della corrente di 100TPC dedicata al giorno della Memoria. La serata di giovedì, la seconda che i “100Mila Poeti” organizzano in città, ha il patrocinio del Consiglio d’Europa e vedrà la presenza dei milanesi Roberto Malini, Steed Gamero, di origine peruviana, Dario Picciau, Rebecca Covaciu, di nazionalità romena e Adam Vaccaro. Ci saranno tanti altri ospiti da fuori città ma le prime file sono riservate alla cittadinanza: “sarà un incontro fra la poesia del nostro tempo e la necessità di ricordare le vittime e gli eroi della Shoah. Milano ha bisogno di ricordare” spiega Roberto Malini.
Se la formula della lettura libera e serale a pochi passi da una delle vie più frequentate nell’orario dell’happy hour, è l’occasione per far assumere a spritz e birre una sfumatura poetica e di impegno civile, per i milanesi ancora più giovani i 100TPC porteranno i propri versi anche nelle scuole milanesi, insieme a testimoni della Shoah come Thoms Gazit.
E’ appena uscita, intanto, l’antologia “100 Thousand Poets for Change” (Genova, Lavinia Dickinson Editore) con opere dei 50 Poeti del Cambiamento che hanno dato vita l’anno scorso alle performance di Genova e Kermanshah (Iran). Il volume verrà presentato durante la serata che sarà aperta da questa poesia di Malini.

Cari uomini e donne del futuro
Ispirata a una pagina del libro di memorie Un anno a Treblinka di Jankiel Wiernik*
Cari uomini e donne del futuro,
è per il vostro bene che rimango aggrappato
alla mia miserabile esistenza,
anche se ormai ho lasciato ogni speranza.

Come potrei apprezzare la purezza dell’aria
o le bellezze che la natura ha creato?
No. Mi sveglio nel cuore della notte
lamentandomi pieno di dolore.
Incubi atroci spezzano il mio sonno
di cui avrei bisogno in modo disperato.

Vedo un’orda di scheletri, migliaia
di scheletri che tendono le loro ossute braccia
verso di me, implorando pietà e vita.
Pietà. Vita. Ma io, bagnato di sudore,
posso solo guardarli, ma non posso aiutarli.

Mi alzo, mi riscuoto e in quel momento
mi rendo conto che era solo un sogno.

Ma mia vita è piena di amarezza:
mi cercano migliaia di fantasmi di morte,
fantasmi di bambini, di bambini innocenti,
sempre e solo bambini.

Cari uomini e donne del futuro,
ogni cosa che mi era cara e sacra
io l’ho sacrificata. Li ho portati
sui luoghi delle loro esecuzioni,
le camere di morte che io stesso ho creato.

Roberto Malini

*Nato a Biala Podlaska, in Polonia, nel 1889 e morto a Rishon Lezion (Israele) nel 1972, Jankiel Wiernik fu deportato nel campo di sterminio di Treblinka il 23 agosto 1942. Riuscì a fuggire durante la rivolta del 2 agosto 1943. Costretto a partecipare all’edificazione delle strutture e delle camere a gas del campo di morte, descrisse la sua terribile esperienza nel libro Un anno a Treblinka.

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