IMPARARE LA MEMORIA

CENTRALE, CERIMONIA CON NAPOLITANO PER MEMORIALE SHOAH - FOTO 16Come raccontare l’Olocausto ai bambini? La Libreria dei Ragazzi di via Tadino suggerisce in occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio, alcuni titoli per crescere consapevoli e imparare, presto, a non dimenticare. Si parte da piccole storie, si simula un diario scritto, magari da un ippocastano centenario, oppure si prende l’argomento di petto, come il professore protagonista de “L’onda” che coinvolge i suoi studenti in un gioco di ruolo per sperimentare in prima persona il clima di violenza del regime nazista. Meglio se affrontato dopo i 12 anni, questo romanzo di Todd Strasser, edito da Rizzoli, è ispirato ad un episodio realmente accaduto in un liceo americano dove un professore di storia, con una simulazione, riproduce tra gli allievi le logiche del regime nazista, fino ad estreme conseguenze. Nelle pagine, come nell’aula del liceo, si respira un clima di violenza, disciplina e repressione del tutto identico a quello di un tempo: la storia ha un effetto duro e forte, anche al cinema con l’omonimo film del 2008 diretto da Dennis Gansel. Senza troppi giri di parole, anche Sebastiano Ruiz Mignone nel suo “Il compleanno di Franz” (Edizioni Lapis) racconta le aberrazioni mentali di cui l’umanità è stata capace, viste con gli occhi di Franz che, assieme al padre, assiste alle gare delle Olimpiadi del 1936, alla presenza di Hitler in persona. Al tempo Franz ha 10 anni e un episodio relativo all’atleta di colore Jesse Owens lo farà diventare consapevole, adulto e capace di prendere una posizione decisa e vitale contro la follia di quegli anni. Lo racconta nel diario pubblicato con fotografia d’epoca dalle Edizioni Lapis.
Un altro diario, più favolistico, ma altrettanto severo con le atrocità naziste, è quello scritto in prima persona da un ippocastano centenario. L’idea è quella di Irene Cohen–Janca, illustrata da Maurizio A. C. Quarello, nel libro “L’albero di Anne” (Edizioni Orecchioacerbo). Siamo ad Amsterdam e Anne è una ragazzina che scrive le sue memorie guardando le foglie della voce narrante. Quando la giovane viene portata via per sempre dal regime, una malattia infestante e profonda si insinua sotto la corteccia del vecchio albero: è il tarlo che colpisce la memoria di tutto quell’orrore, e vorrebbe farlo dimenticare ai sopravvissuti.
Ne “La Repubblica della farfalle” (Rizzoli) ci si sposta nella Repubblica Ceca, a Terezin, dove Matteo Corradini, partendo da alcuni documenti storici lì ritrovati, ambienta un romanzo dal linguaggio lirico e rievocativo. E’ la storia di alcuni giovanissimi prigionieri di un campo che reagirono al clima di morte creando un giornale, chiamato Vedem (Avanguardia). Così la scrittura si conferma una forma di lotta e di resistenza umana.

*nella foto il Binario 21 della Stazione Centrale da cui partivano i treni per i campi di concentramento. 

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