Archivi del mese: gennaio 2013

LA RISCOSSA DEL MUSEO

165“E’ come un nonno paziente e disponibile, con l’accortezza di saper cambiar pelle e funzione per sopravvivere. E’ come un televisore, su cui fare zapping per cercare la cosa che ci diverte. Non è sinonimo di noia”. Ecco la definizione di museo, almeno secondo Salvatore Carrubba, direttore dell’Accademia di Brera ed ex assessore alla Cultura nella giunta Albertini, che ha accettato l’impresa di scrivere un libro per ragazzi delle scuole medie inculcando nelle loro giovani teste che “divertirsi, lì dentro, non è affatto vietato. Anzi”. Continua a leggere

L’ULTIMO CONDANNATO A MORTE

9788849305883CLASSICI MILANESI Antonio Boggia, muratore, imprenditore fallito con il vizio dell’alcol, fu impiccato nel 1862 per aver ucciso quattro persone per denaro e averne occultato il cadavere. “Il giallo della stretta Bagnera”, di Giovanni Luzzi – avvocato penalista, romanziere, meneghinologo (come si definiva lui stesso), scomparso nel 1982 -, inizia come un racconto carico di ironia e tenerezza, vira nel giallo e si conclude come un moderno ‘legal thriller’. Ma è soprattutto un racconto storico meticoloso, pubblicato per la prima volta all’inizio degli anni Settanta e ripubblicato nel 2010 da Modern Publishing nella collana ‘Pagine disparse’: la ricostruzione di una vicenda reale ambientata nella Milano di metà Ottocento. Continua a leggere

IL MIO REGALO SEI TU

copMilano è una città spaventosa e allo stesso tempo stupefacente agli occhi di Lidia, protagonista di “Il mio regalo sei tu” (Marcos y Marcos) e a spiegarlo è l’autrice stessa, esordiente, che di Lidia, con qualche anno in meno di lei, condivide “la voglia di scoprire come è fatto il mondo e di vivere esperienze”. Ecco quindi una ambivalente città, a fare da sfondo alla storia di Sarah Spinazzola: una Milano, “da cui voler scappare ma anche dove compaiono persone piene di umanità che per brevi attimi fanno pensare che non è tutto perduto”. Continua a leggere

DANTE È MILANESE

“Ciascuna lingua è abbastanza perfetta qualora non manchino ad essa quelle voci che si richieggono a poter spiegare ciascuna idea di colui che parla”. Lo aveva scritto quel gran poeta lombardo che fu Giuseppe Parini e Ambrogio Maria Antonini, avvocato, storico e poeta milanese, ne ha voluto dare una eccellente dimostrazione “milanesizzando” addirittura la Divina Commedia. La sua opera, pubblicata da Viennepierre edizioni, rivista da Pier Luigi Amietta e Pier Gildo Bianchi, assieme alla figlia Maria Maddalena, è una traduzione in endecasillabi in terza rima, che seguono quasi letteralmente l’originale dantesco affiancato alla traduzione milanese. Continua a leggere

POESIA, CARCERE E FATICA

Voi non sapete la fatica/quando la strada piatta lassù al nord/abbandona il conforto/di un increspato asfalto/e varca la porta dell’inferno. Sono i primi versi della poesia con cui Vittorio Mantovani, detenuto del carcere di Bollate, artista, attore e socio della cooperativa Estia, si è aggiudicato il Premio letterario Emanuele Casalini riservato ai carcerati e assegnato lo scorso dicembre. Mantovani ha composto un ‘poemetto’, inno epico della Parigi-Roubaix, la corsa ciclistica più dura e impegnativa per definizione. Mantovani è poeta ‘di lungo corso’ e proprio recentemente è stato pubblicato il suo primo  libro di poesie, “La strada e il canneto”, edito da La Vita Felice Editore. Continua a leggere

PICCOLA SCUOLA

marcos-y-marcos-logoSaper trovare la combinazione giusta, di parole, perché “il nostro modo di narrare riflette il nostro mondo, il nostro modo di essere, di chiedere e ottenere”. Non solo gli aspiranti scrittori di romanzi e best sellers, quindi, ma chiunque si cimenti con le parole anche per comunicare per lavoro, è invitato dalla casa editrice milanese Marcos y Marcos a sedersi tra i banchi della Piccola scuola di arti narrative che si terrà presso la sede di via Piranesi, dal 10 febbraio, articolata in 40 ore di lezioni ed esercitazioni distribuite su fine settimana alternati. Coordinata da Claudia Tarolo e Marco Zapparoli, editori con trent’anni di esperienza alle spalle ciascuno, e da Maurizio Matrone, esperto di narrazioni, la scuola ha tra i suoi maestri Cristiano Cavina, Fulvio Ervas, Buno Osimo e Paolo Nori con il loro bagaglio narrativo ampio e vario di incipit, racconti, spot, spezzoni di sceneggiatura. Continua a leggere

IL GIRO DEL MONDO DELL’ULTIMO PASTORE

CINEMA, DA TOKYO AL 'SUNDANCE': L'ULTIMO PASTORE DI MILANO È UN SUCCESSO-FOTO 6Portare le pecore al Duomo, un sogno avveratosi sotto l’occhio delle telecamere, e che da Milano sta conquistando tutto il mondo, festival dopo festival, “perché ovunque si assiste ad una forte accelerazione del progresso che avanza minacciando di cancellare abitudini, presenze e tradizioni”. Ecco spiegato, dal regista Marco Bonfanti, il successo che sta riscuotendo “L’Ultimo Pastore”, il film – nelle sale milanesi da fine gennaio – su Renato Zucchelli, ultimo pastore nomade rimasto in città, in una “batida” di periferia, con il sogno di portare il suo gregge nel centro inaccessibile e incontrare i bambini di oggi che non lo hanno mai visto. Continua a leggere

DIRITTO ALLA PAROLA

lab_scrittura_2L’INTERVISTA Tredici scrittori, accomodati uno dopo l’altro su cuscinoni rossi tra classi di giovani lettori curiosi, originali, spontanei e molto osservatori. Da queste originali “incontri con l’autore”, organizzati nell’ambito de “La grande Fabbrica delle Parole”, è nato il libro “Ma tu quanti libri scrivi in una settimana?” (recensito e raccontato qui) a cura di Francesca Frediani e pubblicato da Terre di Mezzo Editore. Sempre da Francesca Frediani, assieme a Barbara Martelli, e nella ‘culla’ di Terre di Mezzo, è nato alla Casa del Sole (Parco Trotter) il laboratorio della “Grande Fabbrica”, ora con sede l’Anfiteatro della Martesana, prima versione italiana di quello inaugurato nel 2002 a San Francisco dallo scrittore Dave Eggers, “826 Valencia”. A Milano arriva a salvaguardare diritto all’espressione, coesione sociale, accesso libero alla cultura e voglia di condivisione, rivolgendosi sopratutto “a chi ha difficoltà ad abitare la lingua, perché trovi il suo spazio”, come spiega Francesca Frediani in questa intervista a Omnimilanolibri. Continua a leggere