MILANO E’ UNA FOTO D’EPOCA

imagesDa uno scatolone di vecchie fotografie spunta una domanda: “E se questa Milano valesse la pena di rimetterla in circolo?”. Così il nipote dell’autore degli scatti, tutti milanesi e anni ’50, si è trovato tra le mani, pubblicato da Greco&Greco Edizioni, “La Milan del missée Romeo”, grazie alla volontà e al lungo e approfondito lavoro “per non far solo delle banali didascalie” di Roberto Marelli che ad ogni immagine accompagna versi, canzoni, documenti, interviste. Il testo ha la stessa cura e delicatezza, lo stesso amore per Milano, di chi ha scattato le foto, missée Romeo, Romeo Bosisio, chimico galvanico nato a Milano a inizio secolo. “Le sviluppava lui, quelle che gli piacevano le ingrandiva. Le incollava su cartoncini azzurri e le proteggeva dalla polvere con un foglio di carta velina, per poi tracciare con grafia sicura ed elegante i suoi titoli ‘à la Romeo’, con la china bianca, sotto le immagini”.
Si parte con qualche foto di famiglia, ma poi c’è “el meè paes” con Porta Marenca, el vicol di Lavandee, la Darsena e i Navigli, il Duomo e il Castello, Parco Sempione e la Cascina Monterobbio. Luoghi, ma anche persone e soprattutto la vita della Milano anni ’50: il passaggio della Milano-Sanremo, le visite allo zoo comunale e alla fiera degli “Oh bej Oh bej” originale, la visita dell’allora presidente della Repubblica Luigi Einaudi, la Fiera Campionaria. Fino all’epilogo, dedicato alla speculazione edilizia, con la poesia “Cambia tutt!”di Alberto Giovannini: “E, come i fongs, sui pra fresch, hinn spontaa/Di cà, di vill e di stabiliment” (E, come funghi, sui prati freschi, sono spuntate/case, ville e qualche stabilimento).
Questi versi, azzeccati, sono solo un esempio dell’entusiasmo e dell’accuratezza con cui Roberto Marelli, attore, giornalista, scrittore, Ambrogino D’oro nel 1988, si è dedicato al libro. “Non scriverò le solite didascalie ma qualcosa di diverso: voglio cercare poesie e prose che si adattino alle foto”. Così è iniziata la sua opera di scavo nella cultura di Milano, per trovare le storie nascoste dietro alle immagini di Romeo: ha consultato archivi, biblioteche e palazzi, ha incontrato i protagonisti e i cittadini di quegli anni rendendo così l’indice dei testi ricco e curioso quanto quello delle immagini: altro che bianco e nero, il risultato è in technicolor. 

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