RACCONTARE FAMIGLIE

cat-piccolouovoDomani e mercoledì il teatro Litta propone uno spettacolo – dedicato alle scuole e messo in scena dalla compagnia Teatro 19 -, ispirato al discusso libro “Piccolo Uovo” (edito da Lo Stampatello) che affronta il tema, ampio, dei genitori omosessuali e dei “diversi tipi di famiglie”. Illustrato da Altan, il libro ha fatto discutere a Milano tempo fa e ora viene proposto alle scuole. Omnimilanolibri ripropone un articolo pubblicato dall’agenzia di stampa Omnimilano sul tema e alcuni testi destinati a un pubblico di giovanissimi che allo stesso modo di “Piccolo Uovo” affrontano il tema dell’omogenitorialità.

C’e’ la bimba preoccupata per il “segreto di papa’”, che scopre essere “il fidanzato Luca poliziotto”, o quella con due mamme, o il protagonista di “Piccola storia di una famiglia”, e poi ci sono anche tutti i figli del “Grande Grosso Libro delle Famiglie”: il piccolo ma gia’ famoso uovo di Altan non e’ solo, esiste e gia’ esisteva una produzione letteraria per ragazzi sull’omogenitorialita’, per alcuni catalogata anche come “libri proibiti”. Le editrici di numerose di queste opere sono Francesca Pardi, anche autrice di alcuni testi, e la sua compagna Maria Silvia Fiengo, che hanno fondato la casa editrice Lo Stampatello per raccontare la proprio storia e ne stanno raccontando altre, simili, sempre di omogenitorialita’, “per dare ai genitori la liberta’ di scegliere come educare il proprio figlio, perche’ possa essere felice e con la mente aperta – ha spiegato Maria Silvia Fiengo – e non turbato dall’incertezza, che e’ la cosa più’ terrificante per i bambini”. E’ proprio questo il problema, secondo Francesca Pardi, a cui si deve anche il testo di Piccolo Uovo: “non raccontare anche nei libri realta’ che esistono sotto gli occhi di tutti, anche dei nostri figli, e’ assurdo e crea in loro insicurezza e angoscia, in generale”. Per non parlare di chi ha alle spalle proprio una di queste famiglie “non raccontate”: puo’ crescere sviluppando un forte senso di inadeguatezza, secondo le due intraprendenti editrici, che dal voler raccontare loro stesse sono arrivate a pubblicare libri su “cio’ che nessuno vuole raccontare anche se esiste”.”La capacita’ che ci viene oggi riconosciuta e’ quella di offrire storie su tematiche forti, presentate in maniera chiara – ha spiegato Francesca Pardi – il nostro quindi sta diventando quindi un progetto che va oltre alla omogenitorialita’ per affrontare tutte le problematiche ‘tabu’, che creano ‘senso di diversita’ nei bambini: dalle differenze di razza o di religione, alla disabilita’, agli handicapp o difetti fisici che in molti libri delle favole non ci sono ma che i nostri figli notano in giro”.
Visto con gli occhi di una delle illustratrici che ha collaborato con Lo Stampatello, oltre ad Altan, Desideria Guicciardini, il narrare che caratterizza questi libri “si disingue perche’ non e’ iperbolico, mai sopra le righe ne’ delicato in modo fasullo: si dice chiaramente cio’ che e'”. Dando tanto spazio al testo, lei come Altan, hanno contribuito al progetto del Lo Stampatello che oggi procede con un libro importato da New York, “Il Grande Grosso Libro delle Famiglie”: un excursus più’ che esaustivo su tutte le tipologie di nuclei famigliari, ma non solo, anche di tutti i modi di parlare, di mangiare, di festeggiare e di litigare che esistono tra le mura domestiche. Pubblicando questo volume, scritto da Mary Hofmann, Pardi e Fiengo lanciano la sfida: “vogliamo vedere se, stavolta, tra tutte queste diversita’, qualcuno riesce a dire che non si riconosce neanche in una”.

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