UNA STRANIERA A MILANO

sanjahome1L’INTERVISTA CON L’AUTORE Esce a fine marzo, con le Edizioni del Gattaccio, il libro con i 13 anni di esperienze e di episodi curiosi vissuti in prima persona dalla giornalista e conduttrice radiofonica di Belgrado Sanja Lucic che, con il titolo, chiede retoricamente: “Ti disturbo?”. In verità non si pone il problema, l’autrice, e con tono vivace, fresco e a tratti impertinente fa subito notare “una frase che non ho mai capito perché qui dite quando chiamate qualcuno. Che senso ha?”. Con i suoi occhi, e le sue parole, grafomane fin dall’infanzia, si può vedere una città diversa, piena di “cose curiose che non facevano parte del mio mondo”: tutte innegabili verità milanesi, come “quel bere il caffè in un secondo, in inverno, al bar con la sciarpa: lo si butta già come tequila. Nel mio paese i tempi sono più rilassati, si può godere il momento, la persona affianco, il barista, fare due chiacchiere”.
Cosa penserà un milanese d’origine leggendo la “tua” Milano?
Ci sarà chi si riconoscerà ma alcuni diranno: “Ma come si permette?!”, una delle frasi preferite dai milanesi. Ho descritto il mio percorso, il mio viaggio da quando ho messo piede a Milano, il 30 aprile del 2000, fino ad oggi. Nel libro ci sono le cose che mi sono sembrate strane e lo sono ancora in qualche modo, quello che mi piace, che condivido, e quello che invece non capisco e che per il mio modo di essere e’ diverso, curioso. Sono nata a Belgrado, in una città che ha sofferto molto ed io insieme a lei: mentre i miei coetanei in Italia vivevano una vita normale, io stavo in coda per il pane alle 4 del mattino e cercavo di sopravvivere alle bombe della Nato. Arrivata qui molte cose mi sono apparse diverse e ho sentito il bisogno di raccontarle prima in un blog  e poi con il libro.
Da quando sei qui come è cambiata la città? E i milanesi?
La città e’ sicuramente cambiata, e anche io. Mi sono aperta verso le persone, ho cercato di prendere le cose positive che la vita qua mi dava quotidianamente. Trasferirmi è stato come nascere una seconda volta, si deve imparare tutto da capo; io ad un certo punto ho smesso di opporre resistenza e la città ha ricambiato.
All’inizio pensavo che i milanesi fossero tutti chiusi, con i guanti bianchi, ma mi sono accorta che e’ l’ennesimo luogo comune. Sono molto meno aperti, in un primo momento, rispetto che nel resto d’Italia, sono molto più discreti e diffidenti ma quando si sciolgono ti danno tutto.
Come la cambieresti per renderla più accogliente?
Vorrei una città con dei piccoli negozi sotto casa, sempre aperti, vorrei più tavolini all’aperto, più spontaneità e meno programmazione delle giornate: mi piacerebbe che non tutto fosse in funzione di lavoro. Già ora però Milano non è una città brutta, è una metropoli multiculturale che offre tanto ma e’ poco amata dalla sua gente. Milano non mi ha mai fatto sentire straniera, anzi mi ha sempre accolto benissimo anche se ci sono voluti gli anni che io la accettassi come mia. Che mi innamorassi di lei. Adesso scherzando dico che i veri milanesi, quelli che hanno i nonni e i genitori nati qua, forse hanno più difficoltà rispetto a uno straniero a integrarsi nella propria città diventata veramente un grande melting pot.
Quali sono i tuoi angoli preferiti di Milano?
Io amo soprattutto le case, quelle dei miei amici, in generale. Adoro il mio condominio, perché ho vicini stupendi che sono anche amici, adoro il bar nel palazzo dove faccio colazione ogni mattina. Mi piacciono i pomeriggi passati con le amiche vicino all’Arco della Pace dove prendiamo il caffè sotto il cielo azzurro – perché non è vero che Milano è sempre grigia – o quelli che passo con il mio cane al Parco Sempione. Mi piace passare davanti al Duomo di sera, e poi per via Mercanti e via Ponte Vetero perché sono in centro ma hanno ancora quei negozi piccoli, salumieri, fiorai che sanno di intimità. Mi piace la zona Paolo Sarpi, uno dei luoghi dove mi sento a casa, non per il luogo in sé, ma per le persone.
Le tue letture preferite?
Ho una grande libreria piena di libri in italiano, serbo croato e inglese. Leggo tanto, ultimamente molti libri di psicologia visto che e’ sempre stata la mia passione e visto che sto seguendo un master in counseling. Non riesco a scegliere gli scrittori preferiti, ogni scrittore mi da qualcosa. E poi leggo sempre i libri con un taccuino sotto mano perché mi appunto le frasi che mi colpiscono particolarmente.

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