LASCIAMI LA MIA PELLE NERA

Prendi quello che vuoi:Jacques EllulL’INTERVISTA CON L’AUTORE  “Prendi quello che vuoi, ma lasciami la mia pelle nera”: per Cheikh Tidiane Gaye, poeta e scrittore italo-senegalese che ha intitolato così il suo ultimo volume, è una questione di identità. A volte altri uomini provano a strappargliela, in nome dell’omologazione: c’è chi si lascia derubare, ma non lui che, con il nuovo libro pubblicato da Jaca Books, alza la testa, dice “no”, e non solo. Dice anche alla classe politica italiana che “è suo compito e nobile missione lavorare per l’uguaglianza tra i suoi cittadini”. Nato in Senegal, sposato e padre di tre figli, Cheikh è membro del Pen Club Internazionale Lugano Retoromancia Svizzera, tra i suoi ultimi libri ci sono le “Curve alfabetiche (Montedit Edizioni, 2011) e L’Etreinte des rimes/Rime abbracciate (L’Harmattan, Paris 2012). Uno dei suoi bei racconti, “Per una tazzina di caffè”, è inserito nell’antologia “Permesso di soggiorno, gli scrittori stranieri raccontano l’Italia”(Ediesse edizioni).
Perché hai sentito il bisogno di scrivere questo libro?
Come scrittore sono un testimone dell’epoca in cui vivo e non posso tacere. Il mio impegno civile mi motiva e mi spinge alla denuncia, non solo, anche a proporre soluzioni. Ecco perché ho sentito il dovere di risvegliare la storia, ricordando alla generazione attuale africana i tristi avvenimenti che hanno travolto il continente africano: la schiavitù e il colonialismo. Il disprezzo verso il nero chiamato persona di colore e le guerre che assillano il popolo africano sono tra gli elementi del mio romanzo epistolare.
Perché hai scelto la formula epistolare? Perché tuo fratello?
Penso sia l’unica formula che potevo usare per esprimere certi concetti. Nel mio caso non si tratta di uno scambio di lettere ma di una sola in cui parlo e faccio interagire altri personaggi. In realtà mi rivolgo a un mio amico di infanzia, che considero però un vero fratello.
Quale messaggio principale vuoi comunicare?
Il mio messaggio è un invito alla classe politica del mio nuovo paese, l’Italia, che ha il compito e la nobile missione di lavorare per l’uguaglianza tra i suoi cittadini. Non penso che la politica sia solamente l’unica via per cambiare le cose. La scrittura è anche una possibilità, un’alternativa per favorire il vero cambiamento ed è un reale strumento per risvegliare le coscienze. Nel libro cerco di comunicare con la società occidentale che ha messo in ginocchio lo sviluppo di tanti paesi che nel passato furono le ex colonie e tuttora soffrono del neocolonialismo.
Chi “ti deve lasciare la pelle nera”: a chi si rivolge il titolo?
Tutti coloro che mi hanno derubato, che hanno preso quello che mi apparteneva. Il titolo è anche un richiamo all’occidente perché non seppellisca le identità. L’Italia diventa ogni giorno crocevia di culture e di popoli, nel lessico politico occorre andare oltre alla parola integrazione che non ha nessun senso, ma favorire l’interazione, la contaminazione, lo scambio culturale per favorire la vera società interculturale.
Quale Milano emerge dal tuo libro?
Milano è una grande città, un grande metropoli e nel mio libro ho descritto la Milano della destra che faceva fatica ad aprirsi. L’arrivo di Giuliano Pisapia alla giunta ha cambiato molte cose, a partire dal linguaggio e dalla comunicazione, anche attraverso la stampa, ai milanesi e agli italiani. L’immigrazione non viene strumentalizzata per ottenere dei voti , ora sono state coinvolte numerose risorse immigrate come soggetti consapevoli che tutto parte da loro e a loro spetta un contributo fondamentale per la convivenza vera e reale.
Può la letteratura e il mondo della cultura milanese aiutare una evoluzione positiva?
Ovviamente. Il mio padre culturale e letterario Léopold Sédar Senghor disse che “la cultura è all’inizio e alla fine di ogni processo di sviluppo” e la letteratura ha un ruolo fondamentale. Occorre lavorare per le scuole civiche, spronare all’apprendimento delle lingue e all’insegnamento della lingua italiana agli stranieri, stimolare soprattutto i ragazzi alla lettura e alla scrittura.

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