PREMIO LA GIARA: UNA MILANESE IN FINALE

IMG_1944L’INTERVISTA CON L’AUTORE  Per la “buona struttura di analisi e racconto sul tema della famiglia” è lei con “Lacrimante cielo” una dei due finalisti lombardi del premio letterario “La Giara” 2013 per giovani autori di romanzi inediti, organizzato dalla Rai. Si chiama Alessandra Piccolo, ha 29 anni e vive a Vanzago dove si mantiene facendo l’impiegata “ma sono appassionata di teatro e letteratura e mi piace credere che un giorno imparerò a suonare seriamente la batteria”. Prima dell’estate – “entro la fine di luglio ci sarà la serata ad Agrigento dove finalmente sapremo il verdetto finale”- se il romanzo non si può sfogliare, conosciamone almeno l’autrice.

Da quando scrivi? Scrivo da che ho memoria, inizialmente era puro istinto, scrivevo piccole storie, a volte erano vignette ma non sono mai stata brava a disegnare così a poco a poco ho iniziato a eliminare le immagini e lasciare solo le parole. Poi le storie sono diventate racconti e poesie mano a mano che crescevo, questo mio primo romanzo è il risultato di anni di sperimentazioni e fallimenti.

E’ il tuo primo concorso? Ho partecipato a diversi concorsi con poesie e racconti, ma questo è il primo vero “riconoscimento” del mio lavoro.

Cosa racconta il tuo romanzo? “Lacrimante cielo” è la storia di un viaggio simbolico, le protagoniste sono due sorelle diametralmente opposte come caratteri e stili di vita (potrebbero essere l’alter ego una dell’altra) che in modi diversi si trovano ad affrontare le stesse difficoltà. Entrambe devono riuscire a sfuggire dal “personaggio” che si sono trovate cucite addosso.

Come mai ha scelto il tema della famiglia? Diciamo che sono attratta dalle cose che mi spaventano. La famiglia può essere molto pericolosa, per un bambino è la prima società che conosce . Nessuno è immune dai condizionamenti e non esistono famiglie perfette perché l’uomo non lo è. Nel bene o nel male.

Che colonna sonora ha il tuo romanzo? Nel romanzo cito spesso frasi di canzoni e la musica è molto presente in tutta la storia, anche perché io stessa mentre scrivevo ascoltavo musica. Jimi Hendrix, Bijork, Jeff Buckley, David Bowie, The Doors e altri ancora sono la colonna sonora di “Lacrimante cielo”.

Quali sono i tuoi scrittori preferiti? Per Ernest Hemingway nutro un vero e proprio affetto. Poi ci sono Jack Kerouac, Henry Miller, F.M.Dostoevskij, Louis-Ferdinand Céline, Charles Bukowski, Pier Vittorio Tondelli, Edward Bunker, Foster Wallace, E.M. Reyes, Vergas LLosa. Diciamo che loro sono i miei cari amici e poi ci sono molti altri conoscenti con cui ho passato bei momenti.

Che tipo di romanzo scriveresti ambientato a Milano? Milano ha molte facce, come tutte le grandi città. Mi piacerebbe però raccontarla con gli occhi di chi la vive sulla strada. Una prostituta, un clochard, un venditore ambulante, una Milano più metropolitana e meno “chic” da come di solito viene dipinta, più genuina. Forse perché anche lei si trova spesso cucito addosso un vestito che non le appartiene.

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