SCRITTORE DI CONFINE

Fazioli_Uno splendido ingannoL’INTERVISTA CON L’AUTORE Con “Uno splendido inganno” unisce Milano con Zurigo e Ascona raccontando un’intensa passione e, allo stesso tempo, un colossale imbroglio. Andrea Fazioli dal cuore della Svizzera Italiana, pubblica per Guanda un nuovo romanzo senza il “suo” Elia Contini con cui si è fatto finora conoscere. Le nuove pagine, spesso ambientate a Milano, offrono l’occasione per una chiacchierata con l’autore su un ideale asse letterario lombardo-ticinese. Lui il suo contributo lo sta dando, oltre che con i libri, con un corso di scrittura e una scuola, la Scuola Yanez: “un tentativo di creare una realtà culturale, piccola ma agguerrita, che sappia operare dalle due parti del confine”.
Nel nuovo romanzo hai abbandonato Elia Contini: perché questa scelta e cosa significa per te questo personaggio? “Abbandonato” è una parola grossa… diciamo che ci siamo presi una pausa! Sono affezionato a Contini: è matto, ma in fondo è simpatico, prima o poi torneremo insieme.
Sentivo però il bisogno di sperimentare, provando a raccontare una storia diversa, che non fosse legata alla sequenza delitto-indagine-soluzione. Contini è stato il personaggio che mi ha permesso di trovare un approccio “svizzero” al poliziesco. Con “Uno splendido inganno”, invece, ho raccontato una storia senza omicidi né poliziotti, una vicenda dove l’amore si confonde con la truffa e viceversa.
 Quanto influisce la tua professione di giornalista nei romanzi che scrive? Gli anni in cui ho lavorato per un giornale locale sono stati utili per imparare a scrivere con semplicità. Ora faccio il giornalista radiotelevisivo e mi sto confrontando con una diversa modalità di narrazione, legata alla parola pronunciata invece di quella scritta. Inoltre, il giornalismo mi permette di entrare in contatto con realtà diverse, conoscendo persone lontane dal mio giro abituale e ambienti di lavoro insoliti.
Milano che ruolo ha nella storia? È una città che amo e dove torno spesso, tengo un laboratorio di scrittura ogni settimana. Alcune scene decisive, soprattutto per quanto riguarda la storia d’amore fra i protagonisti, avvengono proprio a Milano. In particolare, una certa via di un certo quartiere, non dico quale, è destinata a restare per sempre nel cuore di Guido Moretti, il protagonista…
Confrontata con Zurigo e Ascona come ne esce? Sono tre luoghi assai differenti, ognuno ha i suoi aspetti meravigliosi e le sue tristezze. Milano è speculare soprattutto a Zurigo: una città a nord, una città a sud, due modi diversi di vedere il mondo, due modi diversi di confrontarsi con i propri desideri e con la ricchezza. In mezzo c’è la Svizzera italiana, terra di confine che, pur essendo di cultura pienamente italiana, è abituata al confronto con gli altri, in particolare con la parte tedesca della svizzera. Ascona è il luogo più turistico del Canton Ticino, con un microclima quasi mediterraneo e con panorami stupendi.
Il Ticino come guarda alla scena letteraria milanese? E Milano al Ticino: ci sono punti di contatto e comunicazione? Il Ticino si trova nell’orbita della scena culturale milanese, tuttavia fa parte di un altro stato. Questa particolarità geografico-politica è di grande interesse e sarebbe bello se i punti di contatto e di comunicazione, nei due sensi fossero maggiori. Esistono molti scambi, ma sono soprattutto economici, industriali o politici: nel campo culturale c’è ancora molto da fare. Il Ticino guarda a Milano, ma talvolta senza il desiderio di un vero confronto; Milano guarda ogni tanto al Ticino, ma talvolta senza il coraggio di scavalcare i luoghi comuni. Con i miei libri e i miei laboratori di scrittura, nel mio piccolo, cerco anche di favorire una maggiore conoscenza reciproca.
Ci puoi raccontare in breve cosa fa nella scuola Yanez? La Scuola Yanez è un tentativo di creare una realtà culturale, piccola ma agguerrita, che sappia operare dalle due parti del confine. Organizziamo incontri, seminari, laboratori di scrittura, soprattutto nella Svizzera italiana e in Lombardia, arrivando però anche più a nord (nella Svizzera tedesca e francese) e a sud (scendendo lungo l’Italia).

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