IL REBETIKO DELLA CRISI

9788842819417Vinicio Capossela presta il suo talento visionario alla parola scritta e così da un’alchimia perfetta – in cui la musica si respira in ogni pagina e in cui il ‘reportage’ si alza a viaggio nella storia (passata e presente) di un popolo e una cultura -, nasce “Tefteri. Il libro dei conti in sospeso”, il taccuino con cui Capossela prosegue il suo ‘progetto’ artistico dedicato alla Grecia, paradigma del tempo presente, e al genere musicale Rebetiko, le cui note così dolorose ne fanno da colonna sonora. Pubblicato da Il Saggiatore, il libro usa il pentagramma al posto delle mappe per viaggiare nella Grecia di oggi, tra la gente e nelle città, in un paese suo malgrado diventato simbolo della crisi internazionale. L’occhio di Capossela non è quello del giornalista: racconta sì l’economia e le difficoltà ma ha la forza d’impatto di una canzone. Il cantastorie italiano, che ha raccontato la Grecia in musica, a teatro e ora in un libro, sceglie le note del rebetiko e il baglamàs, tipico strumento musicale greco simile a un mandolino, come bastone “per farmi guidare verso le cose nascoste”. Le voci di incisori, scultori, avventori di locali, musicisti, persone che vivono nella normalità dell’anormalità greca conducono Capossela in un percorso di disvelamenti sulla realtà del proprio paese con i ritmi compassati del Mediterraneo. Se l’intenzione cronachistica è dichiarata, Capossela nel suo peregrinare si arrende: “Ho lasciato il distacco della cronaca e ci sono caduto dentro. Sono precipitato nella vita. La vita virulenta, non mondata dal racconto”. La vita che il rebetiko narra così bene, fino a fare male, tanto che Iannis, uno degli ‘incontri’ di Capossela, gli spiega: “L’ho ascoltato molto. Il rebetiko non è solo una musica. È un modo di sentire. Una condizione. Quando senti, quando hai, noi la chiamiamo dalkàs. Quella bile nera che rende nera la tua anima, allora ascolti il rebetiko”. La vita ‘virulenta’ impone così di “tornare al pavimento”, alla verità delle cose, quella che le note più delle parole riescono a comunicare con schiettezza. Se c’e’ una luce, in Grecia, è quella di un paese baciato dal sole perché, dice ancora Iannis, “quando spunta il sole, noi pensiamo che tutto andrà a posto. Andare al mare, non preoccuparsi del domani. Viviamo in questo modo. Viviamo giorno per giorno”.

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