UN RAGAZZO SENZA SUPERPOTERI

il-mondo-di-teoTeo, quasi 14 anni oggi tra i banchi di terza media “Non è un primo della classe e i suoi posti preferiti sono il divano davanti alla tv e il campo di calcio al parco, ma la sua dote principale è un senso dell’ironia, unito a una sorta di goffaggine”. E’ lui il protagonista del nuovo libro della giornalista e scrittrice per l’infanzia Zita Dazzi ed è lei stessa che, intervistata da Omnimilano, lo scolpisce così, “un personaggio buffo e al tempo stesso vero” proprio come desiderava.
Nelle pagine fresche di stampa de “Il mondo di Teo” (Il Castoro), Zita Dazzi ne racconta la vita quotidiana, tra scuola, primi amori, competizioni con la sorella saputella, avventure e disavventure metropolitane: si tratta di “un racconto in presa diretta di un ragazzo di oggi, con le sue insicurezze, il suo modo ironico di vedere la realtà, il suo modo gentile e strampalato di risolvere i problemi, compreso quello di trovare una ragazza”. Ecco, sono proprio avventure quotidiane, comuni a tutti i lettori delle medie a cui la scrittrice si rivolge con l’idea di proporre “una alternativa a quei libri con protagonisti dotati di super poteri o di vite fantastiche. Teo – spiega Zita- è il ragazzo della porta accanto, con una sorella che è il suo alter ego, e i genitori da tenere a bada”.
Per ingannare il tempo, e un po’ per sopravvivere alle noiose lezioni, Teo fa un sacco di scarabocchi spassosi, quasi delle vignette, di cui Alberto Rebori, grande illustratore di libri per adolescenti e vignettista nato ai tempi di “Cuore”, fa delle perfette riproduzioni ben immedesimandosi nella testa di un “pivello” 14enne.
Zita di “pivelli” da cui prendere spunto ne ha, tra i suoi figli, quasi coetanei di Teo, alla banda di loro amici e compagni di scuola: questo non fa che aumentare l’effetto “scanzonato” e autentico della sua scrittura, molto più in questo ultimo titolo rispetto ai precedenti “Luce dei miei occhi” (Einaudi) o “Il Volo di Alice” (Rizzoli), entrambi un po’ “tragici”.
I toni più cupi scelti per “Luce dei miei occhi”, però, hanno conquistato la giuria del premio Sirmione, decretatole dai 900 alunni delle scuole della zona: “sono entusiasta dato che avevo concorrenti molto ‘quotati’ come Pierdomenico Baccalario, Antonio Ferrara e Fabrizio Silei” commenta Zita, ammettendo che i lettori hanno apprezzato anche le sue “storie difficili”. Adesso, però, con lo spensierato Teo “continuo a girare molto in tante città italiane invitata dalle scuole e dalle biblioteche. Incontro ragazzi e bambini che hanno piacere di chiacchierare con gli autori, c’è sempre una bellissima curiosità in loro”. Zita ci riporta una Italia di piccoli lettori “molto interessati e con giudizi e domande mai scontati”.

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