MANUALE DEL PERFETTO HIPSTER

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L’ INTERVISTA CON L’AUTORE   “Hai presente, quei tizi strani con baffi e camicia a quadri che ascoltano indie rock, cavalcano biciclette a scatto fisso e guardano solo film del Sundance? Insomma ci ho scritto una guida interattiva in ebook”. E’ cosi Camilla Sernagiotto, novella hipster a fine ibro, mi ha annunciato l’uscita di “Hipster Dixit – Manuale per diventare un hipster con i baffi” con Fazi Editore. Utile per sapere come vestirsi, quali dischi ascoltare, quali pellicole guardare, che libri leggere, quali posti frequentare, cosa mangiare, quali viaggi intraprendere, la guida di Camilla è condita da una massiccia dose di umorismo che a rende interessante anche a chi non ha alcuna intenzione di diventare hipster, nella vita. Nel capitolo finale , poi, c’è un ricco elenco di indirizzi hipster: hamburgerie, localini, negozi di dischi, cupcakerie, librerie indipendenti, bocciofile che possono incontrare i gusti di molti e far riscoprire una Milano coi baffi.
Quando è nata l’idea del libro? Una sera vedevo entrare all’Ostello Bello questi personaggi davvero interessanti, vestiti in maniera alternativa e intenti a parlare dell’ultimo disco di Bon Iver: «Vorrei essere come loro! Ma come faccio?» ho pensato. Così ecco a guida. Scherzi a parte, l’idea mi è venuta quella sera ma di quei “baffuti” se ne avvistano almeno un paio di dozzine in giro per Milano e io stessa mi sento parecchio hipster in molte mie inclinazioni, dai gusti musicali a quelli cinematografici.
Stanno (o state?) aumentando? La massificazione di tutte le branche culturali ha portato a una saturazione tale per cui molti ora fuggono dal cine-panettone e da Dan Brown per rifugiarsi tra le braccia meno mainstream e più confortevoli del film del Sundance Festival e del libro di David Foster Wallace. In realtà gli hipster circolano da tanto tempo, soprattutto negli States, ma ho notato che sia in Italia sia in America non è mai stato trattato questo fenomeno a livello letterario. Così ho incominciato a fare ricerca e a sperimentare tutto ciò che l’hipster ama, dall’indie rock all’intera filmografia di Wes Anderson, dagli hamburger biologici alla bicicletta a scatto fisso.
Come hai “fatto ricerca” per Milano? Prima setacciando il Web e interpellando amici, conoscenti, proprietari di locali e negozi, poi ho sperimentato ogni caffetteria, hamburgeria, ciclofficina e cupcakeria di cui avrei parlato in “Hipster Dixit”. Sono stata anche in molti dei must visit delle altre città durante i miei viaggi (Williamsburg, New York, San Francisco, Los Angeles, Berlino, Parigi, Londra e ovviamente Bologna):.mi mancano soltanto Portland e Chicago, ma quest’estate rimedierò usando “Hipster Dixit” come guida per un viaggio con i baffi…
Rispetto alle altre città europee quanto è hipster Milano? Tanto, tantissimo. È vero che in Europa la città considerata come il quartier generale degli hipster è Berlino, ma sul podio ci finisce indubbiamente anche Milano. Direi che la medaglia d’oro va a Berlino, quella d’argento a Londra e quella di bronzo a Milano.
Potresti farmi un ritratto dell’hipster “milanese” ? Gli indizi per scovare un hipster milanese sono lampanti: bicicletta a scatto fisso, baffi ben curati, occhiali retrò, T-shirt con una frase ironica oppure di una band che non conosce nessuno, pantaloni Cheap Monday strettissimi, un capo d’abbigliamento comprato da Frip o da Dictionary impreziosito da un accessorio vintage preso da Cavalli e Nastri. Se poi doveste pedinarlo scoprendo che sta andando alla Santeria o alla bocciofila Martesana, non abbiate dubbi: quello è un hipster meneghino fatto e finito.
Milano secondo te sta diventando sempre più Hipster? Assolutamente sì, basta contare le hamburgerie gourmet che stanno sbocciando a ogni angolo, i locali ibridi come le caffetterie-ciclofficine (un meraviglioso esempio è l’UpCycle di via Ampère), i posti in cui il bio fa da padrone di casa come la Cuscina Cuccagna, l’Ostello Bello, il Centro Botanico, Erba Brusca, Uscio e Bottega…
Hipster e l’Expo: connubio felice? Direi felicissimo! Gli eventi legati all’Expo 2015, soprattutto quelli legati all’ecologia, al mangiare sano e al consumo critico, interessano molto gli hipster.

 

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