LIBRI FINTI E CLANDESTINI

tumblr_static_sfondoC’è quello rosso grande: copertina cartonata,
realizzata con un sacchetto di una boutique ricca di colore rosso, e corpo di sacchetti di una panetteria milanese bianchi, buste per invii postali, un’acquaforte trovata all’Accademia di Brera a Milano, carta velina marrone e carta da imballaggio (scadente) bianca. C’è “Cen Dres”: copertina cartonata, realizzata con un foglio di carta con stampa trovato nei laboratori di stampa dell’accademia WDKA di Rotterdam e corpo di buste postali gialle e sacchetti del pane bianchi. C’è la sovrastampa degli Angeli, novità 2013: copertina cartonata con angeli raffigurati con ulteriore sovrastampa a caratteri mobili con inchiostro nero, corpo di fogli di giornale trovati in librerie di Milano, prove di stampa serigrafiche, carta riciclata di colore giallastro

e tovagliette arancioni. Sono tre dei tanti Libri Finti Clandestini frutto di un bizzarro esperimento di riciclo e di decrescita e a crearli è l’omonimo collettivo che si autodefinisce oltretutto “beffardo” perché “vende alla gente la loro stessa spazzatura”. Spazzatura, ma ben confezionata: la cura dell’estetica e la varietà dei materiali colpisce tanto quanto l’originalità dell’idea ma gli autori, beffardi, appunto, concedono la diffusione “con qualsiasi mezzo, fotocopie, microfilm o altro, nelle feste di paese, ai bambini o sui muri. Tanto ogni libro è unico”.
Il collettivo è formato dal 25enne stampatore milanese El Pacino, da Aniv Delarev 33enne scrittore e rilegatore zapatista e da Yghor Kowalvsky, 28enne siberiano, scrittore e illustratore. Insieme, i tre artisti hanno pensato di realizzare veri e propri libri usando solamente “carta trovata in giro”, carta che la gente considera spazzatura: scarti di tipografie, prove di stampa e carte di avviamento, sacchetti della spesa, poster, buste, sacchetti del pane, carta da parati. Ne raccoglie “in giro”, e poi la assembla e la rilega a mano secondo un metodo non professionale a costo zero e a impatto zero creando sketchbook, taccuini, diari di viaggio, “libri oggetto”. Ogni proprietario può farne quel che vuole, consapevole di avere tra le mani già una piccola opera non scritta ma intrisa di storie: quelle della carta che la compongono. Solo sfogliando un libro finto clandestino ancora intonso si legge di laboratori di stampa nascosti in piccole vie, festival affollati, case di amici e cene condivise, fabbriche abbandonate in giro per l’Europa, università di Arte a fine trimestre, biblioteche antiche e moderne. Qualsiasi parola si scriva in uno di questi libri, non può che essere “ispirata”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...