LA 90 NON FA PAURA

via-porpora-tram-pic“Troppe storie da raccontare, pochi gli spazi per farlo se manca il fatto di cronaca che fa titolo”, ed è così che la giornalista Marta Zanella ha deciso di aprire il blog, “La paura non fa 90”  dove parlare di quella Milano di tutti i giorni, quella che passa sotto gli occhi di tutti ma che pochi vedono, perché stanno “smanettando” su uno smartphone, perché sempre in “incredibile ritardo”, perché “non sono fatti miei”. Partendo dalle fermate della linea 90/91, da qui il nome del blog, Marta ha deciso di dare spazio agli “ultimi” raccontando storie a tema su carcere, integrazione, immigrazione, rom, senza fissa dimora. “Da tanto avevo in mente di farlo ma ho trovato il tempo e l’idea giusta mentre ero a casa in maternità, lo scorso marzo – racconta la giornalista –, avevo raccolto tante storie per Radio Scarp, progetto di Scarp de’ Tenis e Radio Marconi”.
Salendo e scendendo dalla 90/91, la giornalista ha conosciuto Lenuza, con il marito e i due figli, famiglia rom sotto il cavalcavia Bacula in corrispondenza della fermata Monte Ceneri – Mac Mahon. A quella di viale Molise si è avventurata ne “il quartiere dei matti” mentre in viale Gran Sasso ha incrociato la vita di Dana, buttata a lavorare sulla strada appena arrivata in Italia, ora donna delle pulizie con una dignità e una splendida bambina da crescere con l’aiuto delle donne del quartiere. Se il filo conduttore dei primi racconti è stato la 90/91, poi le storie si sono moltiplicate, non hanno più seguito solo il percorso del bus: si sono sparse per tutta la città ma sempre associate alle fermate dei mezzi pubblici milanesi “perché è proprio su tram, bus e metro che si possono incrociare le vite altrui, non certo chiusi in coda in un veicolo privato”.
Ecco così le “Donne che danzavano alla vita”, 10 donne che lottano unite contro il cancro fondando l’associazione “Le griots” per trasformare le loro storie in testi, e poi in uno spettacolo teatrale “E ancora danzo la vita “ che le ha viste diventare sempre più coraggiose, positive e grintose. “E’ una delle storie che non dimenticherò mai, mi ha toccato profondamente, anche per motivi personali” spiega Marta che tra le top five del suo blog, ad oggi, ci tiene a citare anche quell’esempio di quotidianità trascurata che è la biografia del suo pizzaiolo di fiducia, Hakim. A lui è dedicata la fermata Porpora – Ampère, a lui e al suo locale, punto di riferimento importante del quartiere, come lo sono il suo sorriso o la sua battuta, tanto che i residenti gli lasciano una copia delle chiavi di casa “casomai ci fosse da aprire quando non ci sono, o per dare l’acqua alle piante quando sono in vacanza”.
Sempre più da narratrice, scrollandosi di dosso lo stile da giornalista sociale e ammorbidendo la penna e la scrittura, Marta Zanella continuerà a raccogliere e raccontare storie cittadine mappando tutta su una cartina consultabile in una sezione del blog che geo-localizza le vite incrociate in questa avventura on line appena iniziata. “Milano è piena di storie non raccontate, lì, sotto gli occhi di tutti: basta voler scoprire quel lato delle persone che non è il primo ad essere mostrato. Ma c’è”.

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