FESTIVAL DI MANTOVA ALLA ‘MILANESE’

352565012_10153164953230058_1645547411_nSchegge milanesi alla 17esima edizione del Festivaletteratura di Mantova che mercoledì 4 settembre prende ufficialmente il via con un brindisi in compagnia di una milanese d’adozione, la scrittrice per l’infanzia Bianca Pitzorno, amica della Libreria dei Ragazzi. Un cin cin all’insegna delle nuove generazioni di lettori, quindi, darà il via alla 5 giorni che vede oltre 100 autori “incastrati” in una agenda di appuntamenti quest’anno lungo due binari, oltre a quello letterario: “green” e “world”, ma senza trascurare la tradizione. Per orientarsi con le coordinate “luogo-ora-chi-perchè” c’è anche un’app dove reperire in tempo reale tutte le informazioni sul Festival, tutte le informazioni per scaricarla si trovano sul sito del festival assieme al programma e all’elenco degli autori. Impazienti, gli appuntamenti da segnalare iniziano ancora prima del brindisi, con un laboratorio per adulti dedicato all’arte del ritratto, in compagnia di Paolo Nori, alle 17.30 a Palazzo Ducale. Niente colori e pennelli, solo parole da cucire con i suoi consigli.
Giovedì si entra nel vivo del festival, giornata “full time”, che inizia alle 11.30 in piazza Virgilliana con Beatrice Masini, autrice di “Tentativi di botanica degli affetti” (Rizzoli). La scrittrice-traduttrice milanese discuterà con lo scrittore Paolo Piccirillo di “Antologia”: quali autori, racconti, brani, libri sceglierebbero i giovani per una “loro” antologia?. Contemporaneamente un altro milanese alla Casa del Mantegna intratterrà i suoi lettori all’incontro “Le parole sono luce”: si tratta di Hans Tuzzi, scrittore e saggista, nato a Milano con il nome di Adriano Bon.
“Era il 1972, avevo già passato le visite mediche al Milan e pensavo che sarei andato là” è invece l’incipit dell’incontro in programma con Gene Gnocchi alle 14.30 sempre giovedì, al palazzo di San Sebastiano. E’ un appuntamento con lui “a bordo campo”, per ricordare gli inizi della sua carriera. Alle 18 si parte per “Un viaggio lungo il Po per racconti, musica e acquerelli” al Teatro Ariston: le guide saranno Paolo Rumiz e Alessandro Sanna.
Venerdì si ricorda un amico, un autore che da Milano si è fatto amare da lettori sparsi per tutto lo Stivale: si tratta di Giuseppe Pontiggia. Alle 11, al Teatro Bibiena, Diego De Silva e Serena Vitale ne rievocheranno gli scritti a dieci anni dalla sua morte. Prima di un aperitivo in piazza godendosi lettori a spasso per la città e piccoli eventi gratuiti e vivaci, alle 17 Paolo Nori torna a far capolino con letture tratte da “La banda del formaggio” pubblicato dalla milanese Marcos y Marcos, presso il Palazzo dell’Agricoltura.
Dopo Pontiggia un altro celebre lombardo scomparso diventa protagonista di un incontro – ricordo: il cardinale Carlo Maria Martini, raccontato alle 16.30 di sabato nella Basilica Palatina di Santa Barbara da Marco Garzonio e Damiano Modena. Si ritorna poi a piè pari nel presente con Paola Mastrocola e Massimo Cirri, nei panni di “Genitori e figli al tempo della crisi” alle 17.15 nel cortile dell’Archivio di Stato, seguiti da Paolo Cognetti e Zerocalcare che alle 20.45 spiegheranno al pubblico dell’aula magna dell’università “Perché i trentenni non esistono”.Il milanese Cognetti, autore di “Sofia si veste sempre di nero” (Minimum fax) e de “Il ragazzo selvatico” (Terre di Mezzo Edizioni) domenica resta a Mantova per le nuove generazioni: con Elena Stancanelli immaginerà “Una scuola di lettura per ragazzi”.

Lasciando da parte “l’orgoglio meneghino”, si può partecipare a diversi incontri interessanti disseminati nel programma, anche tenendosi alla larga dagli affollatissimi appuntamenti con le star della letteratura.
Già mercoledì Mantova propone un viaggio in Italia tra gli edifici-simbolo di un’architettura civile e sostenibile, con uno slancio positivo e costruttivo “Per un’architettura civile e democratica” assieme a Marta Gerardi e Raul Pantaleo alle 18.15 alla Chiesa di Santa Maria Vittoria. Altrettanto attuale, anche l’incontro di giovedì con Carlo Freccero sulle serie tv made in Usa. “La fiction tv americana come nuova forma di narrazione” arriva puntuale proprio ora che cominceranno a riapparire nei palinsesti tv gli appuntamenti settimanali per tutti i gusti. L’incontro è alle 11.15 all’università, purtroppo contemporaneamente con “La ricerca di Gianni Rodari” a cui sono invitati non solo i bambini dai 6 agli 8 anni, ma i posti in prima fila sono riservati a loro.
Pomeriggio assieme a Simonetta Agnello Hornby alle 16.45 a Palazzo San Sebastiano nell’incontro “Sul comodino del giudice” si puntano le luci sui benefici giudiziari della lettura con una particolare attenzione per i diritti delle donne, e “Il male che si deve raccontare” (Feltrinelli), libro con cui l’avvocato siciliano trasferitosi a Londra racconta la propria esperienza da donna e da avvocato.
Venerdì si torna a parlare di futuro: “La rete salverà la città?” Alle 14.45 nell’aula magna dell’università risponderà Carlo Ratti, spesso interpellato anche per Expo 2015, spiegando le possibili integrazioni tra new media e gestione urbanistica. Per un futuro migliore anche un corso per diventare bambini radice, da 6 a 10 anni, alle 16.15 a Villa Angela: “dicesi bambino o bambina radice colui o colei che si prende cura di un pezzo di paesaggio, il giardino di casa o l’albero davanti alla scuola, gli animali al canile, ma anche chi ama molto la natura”.
Armati di app o di programma cartaceo, nel raggiungere gli appuntamenti prescelti, è assolutamente obbligatorio cedere alla tentazione di fermarsi a catturare emozioni e parole, proposte dagli “eventi collaterali” ammiccanti ogni minuto in strade e piazze mantovane.
C’è “Italiax10 – Gli autori di domani”, ad esempio, giovedì: un evento live con 10 giovani autori che in 10 minuti a testa si raccontano interagendo con il pubblico connesso in rete, sponsorizzato con da TelecomItalia che tra l’altro, durante tutto il festival, trasmetterà in streaming sul sito telecomitalia.it alcuni incontri con noti autori. Per chi non riesce a rinunciare al grande schermo ci sono le “Pagine Nascoste”, rassegna curata da CineAgenzia al cinema Oberdan. Un’altra curiosa iniziativa che già interroga i lettori su twitter è il #vocabolarioeuropeo. Si tratta di un progetto che dal 2008 offre ogni anno l’occasione ai cittadini di scegliere una “lingua adottiva”: una terza lingua, diversa dalla propria e dall’inglese, perché “l’europeo vive nel plurilinguismo. Dovrà allevare i suoi figli e le sue figlie nella varietà delle lingue”. Come farlo meglio che leggendo e condividendo letture?

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