IL #LIBRO DEGLI HASHTAG

stack“Ansia da timeline? Il flusso di tweet investe e affoga quelli con le hashtag più interessanti? Fatti un Tweetbook!”: funziona più o meno così il progetto – oggi in versione beta , presto on line e su mobile – ideato dalle due twittatrici milanesi Martina Facco e Valeria Di Rosa, con Michele Aquila e Manuele Sarfatti, nell’aprile 2012 e già premiato a novembre 2012 come uno dei 20 Grant di impresa di Working Capital. Si tratta di una piattaforma per leggere, archiviare e pubblicare storie e discussioni condivise su Twitter identificate con una certa hashtag, e poi leggerle in qualsiasi momento su qualsiasi dispositivo, o stamparle. Ad oggi in Pdf, in futuro anche in epub, con la possibilità di inserire titoli e commenti”.
Cosa si cinguetta sulla squadra del cuore o sul nuovo libro di un tal autore, cosa sta accadendo a Parigi, come procede un viaggio o quali sono le tendenze del momento al cinema, sulle passerelle o nel mondo della fotografia. Oppure come si svolge la manifestazione a cui non si può partecipare di persona: raccogliendo i tweet di chi è in loco sarà come essere presenti. E’ proprio da un evento pubblico, infatti, che è nata l’idea, come racconta Valeria, con Sanremo 2012: “le nostre timeline erano invase da tweet che commentavano il festival e decidemmo di raccoglierli in un ebook che pubblicammo in rete. Ebbe successo e decidemmo di creare un’app che rendesse tutto ciò semplice e automatico”.
“Una volta abilitato, l’utente può creare il suo tweetbook inserendo una parola chiave (#hashtag o @nomeutente) e selezionando i tweet – continua Valeria – per poi importarli in un libro elettronico comodo da leggere ovunque e da inviare ad amici, parenti e fan”. Ad oggi in circolo ce ne sono quasi 500, tra cui molti “misti”, con immagini e testo, e alcuni solo di immagini, soprattutto dedicati a alla moda e ai viaggi.
Fashion, fotografia, giornalismo, educazione, turismo: se i primi utenti sono stati una comunità di riscrittori che su Twitter riscrive e commenta gli Scritti Corsari di Pierpaolo Pasolini, ora la community si è allargata a tutti gli ambiti possibili e immaginabili alla scoperta di nuove forme di narrazione sotto l’etichetta di “Digital Fiction”. C’è chi cinguetta su #paesituoi, ognuno ha il suo e lo racconta a modo suo, chi sulle #lifedecision con tweet che spaziano dal colore di smalto al menù della sera, considerando anche se lasciare il proprio ragazzo e iscriversi ad un corso di tango. C’è spazio anche per la moda, in particolare #ecofashion, e per l’attualità, tra #rio2013, #assangewikileaks e #royalbaby, chiedendosi #seidelpd? O valutando se #ècolpadi. C’è poi il filone letterario con #pasolini, #pavese, #libriantichi e il più originale #titolinterrotti Immancabilli le foto e i tweet dedicati a gatti e gattini, raccolti con #lolcats, e i tweetbook che, con un hastag generico come #ciao o #amore, riescono a fotografare un’ampia fetta di utenti mostrando quanto ampio e variegato sia il popolo di Twitter, capace anche di dire #cambiamotutto, un “urlo” partito da Milano, “perchè quelli che vogliono cambiare il mondo non aspettano, lo fanno”. E, sempre più spesso, lo twittano anche.

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