A MILANO ‘CORRI E MUORI’

copertina_corri-muori-ombraCadavere nel parco Sempione, stalker in via Grigna, indagini in tutta la città da QT8 alla Bovisa, alla centrale via Torino: Massimo Milone non trova traffico nell’attraversare Milano decine e decine di volte con il suo nuovo romanzo “Milano corri e muori”, scorrevole, piacevole e decisamente meneghino. Eppure i poliziotti che si occupano dei due casi al centro della trama non sono affatto “milanesi milanesi” ma milanesi d’adozione, da napoletano al romano, con una affascinante poliziotta greca e un italiano di seconda generazione, “ e chi l’avrebbe detto che il negher è un italiano al 100%”. E’ con il loro sguardo che il lettore segue le indagini, due, alternate ma non intrecciate, entrambe molto attuali e verosimili: un omicidio e un caso di stalking tra ex. Con lo stesso sguardo da chi Milano la vive ma non ci è nato, ecco che vengono ritratti personaggi, luoghi e costumi. “Quell’algida compostezza della classe dirigente meneghina mi dà sui nervi” dice Sasà Van Dir, mezzo napoletano mezzo olandese, che dirige le indagini dell’omicidio di Francesca, 40enne rampante, uccisa mentre faceva jogging al Sempione. A seguire un caso di stalking ci sono altri due agenti, tra cui Casto’ (Castoldi) che vien dalla Brianza con le sue idee, e spiega ai colleghi che “Tutti ‘sti africani sono qui perché qualcuno ha deciso che bisogna aiutarli e li ha fatti arrivare, poi una volta capito di che pasta sono fatti li ha abbandonati e tocca a noi tenerli a bada”.
Oltre al buon ritmo e alla ben studiata trama, a tenere il lettore incollato al libro per tutte le 170 pagine pubblicate da Happy Hour Edizioni, ci sono anche molti inserti di attualità tanto che sembra di sfogliare un quotidiano. La speculazione edilizia, il governo, l’evasione fiscale, sindaco e questore che “pressano” i commissariati chiedendo di dare un segnale di sicurezza alla città e all’intero paese risolvendo velocemente i casi.
Milone, che già aveva narrato le inchieste dell’ottavo distretto in “Delitto alla montagnetta” prosegue con questo “Milano corri e muori” fidelizzando i suoi lettori e mette in bocca al “Maestro”, addestratore di giovani rapinatori, un affresco che fa sorridere milanesi e non: “Se fosse per i milanesi noi saremmo nel 3000, a furia di correre questi facessero invecchia’ puro o’ Pateterno! Voi chiedete a ‘nu milanese: ‘come stai’ e quello vi risponde ‘abbastanza grazie’. Ma abbastanza cosa? Abbastanza bene? Abbastanza male? Solo abbastanza. Voi dovete riempire gli spazi vuoti. E vogliamo parlare dei nomi dei posti, pure quelli devono abbreviare pe’ fa chiù ampresso. Curma, Santa, Porto, Forte, Sharm. Ma cosa costa dire due parole di più? Il fiato è gratis”.
Immancabile poi, da parte di chi è arrivato dal sud a Milano, una critica al caffè, perché “A Napoli ‘o barista lo scende due volte e o’ caffé esce come addà asci’! ‘Na crema. Qui invece pensano che fa tutto la macchina, premono ‘o buttone e hanno fatto ‘o caffè. Ma quando mai?”.

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