LA RESISTENZA DEI PUECHER

download Ci sono storie umane che più di altre riescono a raccontare un tempo e un’epoca. Così la vicenda di Giancarlo Puecher e del padre Giorgio racchiudono in 600 giorni la “pazzia frenetica”, come la chiama Giorgio Puecher, che investì l’Italia, l’Europa e il mondo, in quel biennio di sofferenza e dolore tra il 1943 e il 1945. Se c’è una famiglia milanese degna di riconoscenza e memoria, sono i Puecher. Perché Giancarlo, partigiano d’istinto dopo l’8 settembre 1943, ucciso due mesi dopo dai fascisti, e il padre Giorgio, notaio borghese che nel solco del figlio combattè la sua battaglia per la libertà morendo di stenti nel 1945 nel campo di concentramento di Mauthausen, sono i simboli di una scelta di coraggio totale, di dedizione a una causa abbracciata in nome più di valori che ideologie. Una famiglia normale che in un contesto estremo intraprende l’unica (ma non scontata) scelta morale possibile. Ribellarsi al fascismo, combattere il nazismo perché, scrive Giancarlo prima di essere fucilato, “l’amavo troppo la mia Patria”. Questo percorso cristallino, eroico e patriottico è raccontato nel corposo volume di Giuseppe Deiana, intitolato “Nel nome del figlio” (Mursia). Circa 500 pagine di storia e documenti, di lettere, testimonianze e nomi. Un volume che proprio nel 70esimo della fucilazione di Giancarlo Puecher, avvenuta a Erba nella notte tra il 20 e il 21 dicembre 1943, si offre come strumento a quanti vogliano scoprire gli uomini della Resistenza perché siano, scrive l’autore, non santini “del martirologio laico o religioso, ma per recuperarne la conoscenza e scoprire una personalità umana e civile di cui fare preziosa memoria storica, svincolandola da intenti celebrativi”. Per farlo, serve il lavoro di uno storico: meticoloso, austero, faticoso, ma libero dalla banalizzazione di termini solenni eppure un po’ usurati: perché l’antifascismo della famiglia Puecher fu soprattutto amore profondo per il proprio Paese, la traduzione in comportamenti concreti di valori radicati nella propria cultura e formazione personale. Scrive Deiana, parlando di Giorgio Puecher: “un uomo di 57 anni dalle tradizioni borghesi, pacato e schivo, sostenitore della libertà e della legalità, vissute nella dimensione concreta piuttosto che teorica”. Il libro di Deiana è quindi una storia famigliare, ma, in campo largo, è anche un omaggio ai giovani della Resistenza, uomini che già all’indomani dell’8 settembre si organizzarono e batterono contro il nazifascismo, e un approfondimento di un capitolo ancora forse poco esplorato, quello dei deportati politici italiani nei campi di concentramento. Un lavoro, in definitiva, che ancorato alla solidità dei documenti storici è un inno al “valore umano e religioso del patriottismo libertario”.

LIBRI AMICI  Questa storia mi ha cambiato la vita , Pippo vola sulla città 

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