DERAGLIARE PER LEGGERE (BENE)

LIBRI, PER LE VACANZE MILANESI SCELGONO IL GIALLO - FOTO 10Una muraglia di “ultime novità”, all’ingresso di molte librerie: ecco la trappola, il rischio più grande per tutti i lettori. E sono avvisati anche i librai a cui indirettamente, ma neanche tanto, arriva il monito di Alfonso Berardinelli, critico letterario e saggista che in occasione del Festivaletteratura di Mantova ha ribadito quanto è dura la vita del lettore che non si accontenta. Da quanti altri pericoli si deve guardare? E come uscirne vivo, e con un buon libro in mano? “Bisogna addentrarsi, esplorare, in libreria come nella vita – spiega il critico – per innamorarsi, anche di un libro, è necessario deragliare, avere incidenti di percorso: deragliare è ciò che rende la lettura una esperienza”. _MG_4385Andare a zonzo per i corridoi, quindi, per gli scaffali, schivando i best sellers con cui le vetrine ci aggrediscono, e anche evitando di fiondarsi subito negli scaffali abituali, per non cadere nel banale e ripetitivo. Guai: se non si mette sempre in dubbio la propria identità di lettore, spiega Berardinelli, si finisce per diventare indifferenti a ciò che leggiamo perdendo tempo senza aprire la mente.
Un altro rischio è quello di “cadere nella trappola dei libri ‘sacri’ o dei grandi classici a cui ci si sente in dovere di obbedire”: diventano nostri ‘cult’ inculcandoci idee fisse o ingannandoci con false promesse e restringendo così la nostra visione generale della letteratura e anche della vita stessa.
Anche la lettura in sé, come atto, secondo Berardinelli, corre parecchi rischi; il primo, enorme, è l’assenza di lettori.OMNIMILANO LIBRI/MILANESI TRA LE PAGINE NELLA CITTÀ D'ESTATE - FOTO 5 Seguono poi il rischio di avere lettori senza tempo per leggere, o lettori senza uno spazio adatto per dedicarsi ad un libro come vorrebbero o, addirittura, i lettori che nella propria vita non hanno considerato l’idea di leggere o che non hanno la più pallida idea di cosa leggere. Sono le prede più facili per i best seller e i tormentoni, questi ultimi, e il consiglio è quello di mettersi a dieta, la “dieta del lettore”, con tanti generi da alternare, e libri da “consumare” con regolarità.
Per quanto riguarda gli scrittori, arriva solo una critica, un alert, ma di notevole importanza: “non illudersi di essere letti senza essere giudicati”. Secondo il critico, infatti, molti autori sono affetti da “cecità ottimista” e non concepiscono che nel momento in cui pubblicano un libro possono poi essere disprezzati, ridicolizzati, odiati, se non amati. Altrimenti, il libro dovrebbe restare, formato manoscritto, nel cassetto del proprio comodino, protetto dal “crudele” popolo dei lettori.

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