I LIBRI UNICI DEI TOPIPITTORI

Pisolini-copL’INTERVISTA I Topipittori sono tre, Paolo Canton, Giovanna Zoboli, Valentina Colombo e poi c’è un piccolo esercito di “topi collaboratori”: grafici, tirocinanti, redattori, programmatori, tutti selezionati con cura perché la casa editrice milanese continui a distinguersi per qualità e contenuti. Nata nel 2004, oggi propone ancora sogni stampati su carta, immagini e parole che, senza competere le une con le altre, regalano ai lettori prodotti “belli” e “originali”. In poche parola, “necessari”.

Piumini-AitCosa è cambiato dal 2004? Dalla nostra nascita, è cambiato molto: dal numero dei libri editi all’anno, da due a circa 15/18; dal tipo di libri, non solo albi illustrati. ma anche narrativa e fumetto, e presto anche saggistica e prodotti digitali; dalla quantità e dalla qualità delle relazioni internazionali nel mondo dell’editoria: oggi vendiamo i diritti dei nostri libri in tutto il mondo. Ora abbiamo un blog, una pagina facebook e twitter.                                                                                                               
Cosa è rimasto immutato? Sicuramente la volontà di creare libri avvertiti come “necessari”, il rispetto per i nostri lettori e la massima considerazione della loro capacità e sensibilità, il rigore nella scelta di autori e illustratori, ma anche grafici, tipografi, legatori. Immutata anche la vocazione alla sperimentazione e allo scouting, la cura nella produzione del libro: deve essere bello e ben fatto, per trasmettere il senso del suo valore.                                                                                                         
Piccolino-copCon quali criteri scegliete i libri da pubblicare? Scegliamo libri che avvertiamo come importanti. Selezioniamo con molta attenzione autori e illustratori che sappiano raccontare nel modo più interessante, attraverso immagini o parole. Scegliamo libri non confezionati ad hoc, per trasmettere morali e ricette di comportamento, e neanche che siano realizzati come pure “macchine di intrattenimento”: i nostri libri devono essere strumenti dotati di valore proprio, letterario e artistico, che parlino al bambino, suggerendogli punti di vista inediti, parole e immagini non stereotipate, immaginari capaci di illuminare significati nuovi, in grado di nutrire il pensiero, lo stupore, lo sguardo attraverso quell’arma potentissima che è la bellezza.                       
COPERTINA.pdfChe importanza hanno le illustrazioni nei libri per bambini? Le illustrazioni nei libri per bambini hanno l’importanza che hanno le
parole. Che è grande. Le immagini non sono ornamenti per sedurre, catturare i bambini e passar loro “contenuti” educativi senza sforzo. La scelta dell’illustratore, per questo, è fondamentale, deve saper raccontare per immagini e avere un rapporto profondo e non scontato con le parole così da saper trasporre il senso di una storia dal codice verbale a quello visivo.                              
Quali sono i più amati dai vostri lettori? I libri più amati dai nostri lettori sono “Che cos’è un bambino”, “Gli uccelli”, “Vorrei avere”, “P di papà”, “Il grande libro dei pisolini”… Libri diversi fra loro, perché, come noi, i nostri lettori amano linguaggi e stili lontani fra loro.                                                                                 
I giovani milanesi e la lettura: come è la situazione? A Milano come altrove i giovanissimi, oggi, sono magneticamente attratti dalle nuove tecnologie e la lettura rischia di essere trascurata. Se istituzioni, scuola e famiglie si assumessero davvero la responsabilità di educare, e non delegassero i processi educativi alla “mano del mercato”, la lettura, la vita culturale, i libri sarebbero in salute migliore. Tutto, oggi, si gioca sul senso di responsabilità degli adulti nella trasmissione del patrimonio culturale e del suo valore inestimabile.                                                                                                                                                       
Orso-copC’è una guerra tra nuove tecnologie e lettura? No, nuove tecnologie, libri, lettura, cultura non sono in conflitto, anzi. Possono trarre reciproca forza le une dagli altri, se impiegate con discernimento, creatività, autentico spirito di innovazione anziché finalizzate “far quattrini”.                                                                                
Milano come tratta l’editoria? Milano non è molto prodiga di interesse verso la sua editoria, specie quella piccola e media, infatti noi, da sempre, lavoriamo più spesso in altre regioni. Milano è stata per anni una fucina di sperimentazione, un laboratorio di creatività e innovazione. I milanesi, invece, oggi, tendono a premiare il già conosciuto, il successo acquisito: sono sensibili ai grandi numeri. È un peccato, così non si guarda al futuro, alle cose nuove che stanno succedendo: è una perdita culturale, ma anche, alla lunga, sociale ed economica. Ed è un peccato perché risorse ed energie esistono.

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