LA SAGA POP DEL BOSS IN TRASFERTA

downloadUna app in onore del carcere di Poggioreale, “iPog”, per evadere grazie ai geniacci “pizza e mandolino” – perché non esistono solo quelli a stelle e strisce” – e poi via verso Milano. Lì, in piazza Duomo, “comandano i piccioni. I piccioni decidono a chi regalare 5 minuti di celebrità, decidono chi deve guadagnare: giovani rom si improvvisano in spettacoli paracircensi ricoprendosi di pennuti sotto gli occhi estasiati di turisti e terroni”. A Milano, un quartiere come la Barona non è popolare, è “pop”, perché a Milano non c’è nulla di veramente popolare. Il massimo della modestia si chiama ‘pop’”.
“Voglio solo ammazzarti” è il titolo del nuovo libro di Stefano Piedimonte pubblicato con Guanda, ed è anche l’intento con cui un boss della camorra con la passione per il Grande Fratello, Lo Zio, accompagnato da Germano “Spic e Span” e Erripò, si presenta a Milano. La vittima designata è Gessica, la sua ex compagna che l’ha tradito e lo ha fatto finire nelle mani di Wu, funzionario di Polizia così chiamato perché “Prendi il volto di Woody Allen, sbattilo venti volte contro il cofano di un’auto e avrai la faccia di Wu”.
Dopo una surreale scena di evasione in salsa napoletana, Piedimonte accompagna questo scombinato trio a Milano in quella che, più che una spedizione punitiva, sembra una sorta di gita. Senza nulla togliere alla quota di crimine del libro, la città ruba la scena allo Zio e ai suoi malaffari e gioca con Napoli in un continuo confronto che fa sorridere. Napoletani e milanesi.
“Poi dicono che siamo noi. Napoli qui, Napoli là, terroni di merda. Ma vaffanculo. Finora sono venti minuti di ritardo”, sbotta in un momento Germano, attendendo un cittadino meneghino e facendo notare che “A Napoli i campetti di calcio non sono mai deserti” mentre a Milano sì, spesso, e ciò lo fa sentire “un ospite terrestre su un pianeta alieno”. Lo spirito di ospitalità, però, seppur tiepido, non manca, infatti quando lo Zio ha attraversato piazza Duomo “gruppi di piccioni si aprivano con prudenza per lasciarlo passare. Era la loro zona, certo, ma mostravano rispetto, il rispetto che si deve a un leader straniero ospite nel tuo Paese”.
Con un buon ritmo che coinvolge, diverte e incuriosisce, Piedimonte dopo “Nel nome dello Zio”, con questo libro aggiunge una puntata a quella che ha tutte le carte per diventare una spensierata saga camorrista, firmata da un giovane talento da leggere con attenzione. Tra gli scambi di battute, a volte volutamente demenziali, dei personaggi che ruotano attorno al protagonista, Piedimonte regala aforismi preziosi e, in “Voglio solo ammazzarti”, anche riflessioni su una questione Nord/Sud ancora irrisolta.
“Sai qual è la fottitura del razzismo, caro il mio demente? E’ che la Terra è una palla, e se la percorri in verticale partendo da un punto e seguendone la circonferenza, ogni zolla di terreno che calpesterai con le tue scarpe fatte a mano sarà sempre a sud di qualcosa, e a nord di qualcos’altro. Si tratta di geometria, solo un demente non lo capisce. Così è la vita, caro demente. (…) Il segreto è comportarsi bene. Il segreto sta nel capire che, se proprio lo vogliamo dire, non esiste nessun cazzo di nord”.

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