LA VIPERA E IL DIAVOLO

la_vipera_e_il_diavoloL’INTERVISTA CON L’AUTORE  Già al liceo adorava la storia, poi, folgorato dalla frase di Goethe “Colui che non è in grado di darsi conto di tremila anni di storia rimane al buio e vive alla giornata” si è iscritto a Lettere moderne e si è laureato in Storia economica e sociale del Medioevo occupandosi di Bernabò Visconti, detto il Diavolo per la sua crudeltà e la sua diabolica determinazione ad ottenere gloria e potere. Per la tesi ha cercato e raccolto numerose novelle, leggende e aneddoti che animano la Milano del ‘300 e ‘400 ed ecco già praticamente scritto “La vipera e il Diavolo”. Lui è un Luigi Barnaba Frigoli, classe 78, giornalista milanese, ed esordisce con un romanzo corposo e coinvolgente pubblicato dalle edizioni Meravigli.  Solo a sfogliarlo si è pervasi dalla sua passione per la materia: ci sono piantine, disegni e illustrazioni. Bastano le prime righe per comprendere poi che gli intrighi narrati non lasceranno tregua al lettore fino all’ultima pagina. E forse oltre.

Questo romanzo avrà un seguito ? Ci sto pensando. La storia viscontea offre ancora ottimi spunti e suggestioni e poi, anche se non me lo aspettavo proprio, molti lettori mi chiedono: “Ma come prosegue la storia?!”. Non posso deluderli! Mi sono molto affezionato ad alcuni personaggi e vorrei continuare a farli “vivere” ma ci vuole tempo per documentarmi il più possibile. Per questo primo romanzo ho impiegato un anno e mezzo, più sei mesi per correzioni, riletture e aggiustamenti: un secondo lavoro! Qualcosa, comunque, è già in cantiere…

Per scriverlo hai studiato? Hai girato anche Milano? Ho attinto a piene mani dalla Storia, con la S maiuscola, quella che ci hanno tramandato gli storiografi. Le vicende medievali milanesi offrono già tutto quello che rende un brodo letterario saporito: guerre, vendette, tradimenti, intrighi, inganni, ambizione, ferocia, stregoneria, amore, odio. Il valore aggiunto del libro sono poi le novelle e le leggende con protagonista Bernabò: come ha detto lo studioso Massimo Oldoni, “la fantasia nel Medioevo è una fonte storica”. Girare per Milano e per la Lombardia è stato poi fondamentale, ci sono numerosissimi luoghi e monumenti che dobbiamo proprio ai Visconti. Alcuni sono celeberrimi, come il Duomo o il Castello, altri più sconosciuti, ma rappresentano comunque dei veri e propri fiori all’occhiello.

Quali tuoi luoghi di Milano preferiti? Adoro le zone di Porta Venezia e Porta Romana, dove sono cresciuto e dove vivo tuttora assieme alla mia fidanzata. E Città Studi, dove ho passato tante sere a divertirmi con gli amici all’Union Club di via Moretto da Brescia. Uscendo verso la periferia sono molto affezionato alla Martesana, che conosco a menadito, avendola “raccontata” come cronista per quasi dieci anni.

Se dovessi girare un book-trailer del romanzo dove lo ambienteresti? Oltre al Duomo e al Museo di arte antica del Castello, sarebbero perfetti la basilica di Sant’Eustorgio, la cripta di San Giovanni in Conca in piazza Missori e la pusterla di Sant’Ambrogio. Ma l’ultima inquadratura deve necessariamente essere girata in Sant’Alessandro, nell’intercapedine stretta e buia che ospita, all’insaputa di quasi tutti, la
tomba in marmo nero dove riposa Bernabò.

Ci sono degli autori a cui vorresti somigliare? Mi vengono in mente Manzoni, Dumas padre, Umberto Eco e Ken Follett. I primi due spero non si rivoltino nella tomba; gli altri due spero non mi querelino per l’indegno paragone.

Ascolti musica quando scrivi? Non è una regola, ma può capitare. Spazio molto, da Beethoven ai Nofx, passando per Pearl Jam, Nirvana e Bad Religion. Ma ricordo anche capitoli scritti di getto “cullato” dalle note degli Atoms for Peace”

Hai in programma un altro libro? Oltre al seguito de La Vipera e il Diavolo ho in mente un’altra ideuzza. È una storia anch’essa vera e anch’essa ambientata nella Milano viscontea. Personalmente la trovo incredibilmente suggestiva, misteriosa, accattivante. E varrebbe davvero la pena di raccontarla. Pensare che è lì, che aspetta solo di essere scritta.

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