INFANZIA, IL DIRITTO ALLA LETTURA

UNICEFL’INTERVISTA “Le biblioteche scolastiche sono un miraggio, a Milano come nel resto d’Italia, e quando compaiono è solo grazie ad un dirigente illuminato o a gruppi di genitori e insegnanti intraprendenti. Le biblioteche cittadine sono fornite in modo molto eterogeneo e siamo sempre molto distanti dagli standard di paesi come Francia e Germania che di volumi per l’infanzia ne mettono in abbondanza tra gli scaffali creando ambienti accoglienti e fertili per i giovani lettori”. Descrivendo questa situazione di “generale miopia” sugli investimenti in cultura per l’infanzia e l’adolescenza da parte delle istituzioni “che sarebbero obbligate a farne per legge”, la pedagogista Francesca Romana Grasso, fondatrice di Edufrog, approfitta della Giornata Mondiale dei Diritti del Fanciullo per ricordare a tutti come il diritto alla cultura per i bambini “c’è, ed è molto importante”. Il tema sarà anche al centro dell’incontro previsto per oggi pomeriggio alle ore 18, alla Casa delle culture del mondo, dal titolo “ Viaggio nella letteratura per l’infanzia. Il diritto dei bambini alla cultura ” dove la pedagogista dialogherà con Giovanna Zoboli, fondatrice della casa editrice Topipittori e specializzata in libri illustrati per bambini e ragazzi.
“L’obiettivo del nostro incontro è attirare l’attenzione sul tema e stimolare una riflessione tra i presenti: purché i giovani leggano va bene tutto? o importante garantire una qualità minima? Come si può presentare a loro la lettura anche come fonte piacere? – si domanda e domanda a tutti Grasso – tra adulti è necessaria una riflessione concreta per arrivare a cambiare la situazione. Oggi mi sembra l’occasione giusta per ritrovarsi e farlo”.
In attesa che le istituzioni si accorgano della “promessa non mantenuta” di garantire cultura per l’infanzia, si parlerà anche di come riconoscere il libri “di qualità” da proporre a tutti i lettori dagli 0 ai 18 anni. “Da un punto di vista pedagogico, che è il mio, ci vuole molta attenzione per l’ermeneutica. Nei libri devono essere proposti concetti veri e che interessino veramente ai bambini senza mai cercare di semplificare – spiega Grasso – Proprio la semplificazione è uno degli errori più frequenti. Si parta invece da ciò che i giovani lettori conoscono”. Per i bambini più piccoli, poi, si può anche “sforare” e utilizzare filastrocche difficili, ma che siano “belle e coerenti: non importa se non capiscono tutto subito, magari se la ricorderanno per anni e la capiranno quando la leggeranno a loro volta ai figli”. Per gli albi illustrati un’altra essenziale caratteristica per garantire una buona qualità delle letture è la coerenza, che deve regnare nella molteplicità di linguaggi che sono presenti e vanno a stimolare i più piccoli, ricettivi su tutti i fronti.

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