IL NOIR NEL SUO ABITO MIGLIORE

Un-giorno-a-MilanoEdizione paperback, formato da giallo ‘vecchia maniera’, pochi fronzoli con tanto di prezzo stampato in evidenza in copertina. Ha il sapore del libro di una volta, di quelli che si divorano in treno o sul metrò e alla fine te li trovi un po’ consunti in fondo alla borsa o allo zaino: è un ‘Un giorno a Milano’, prima pubblicazione della collana di gialli e noir metropolitani ‘Calibro 9’ di Novecento Editore. In 280 pagine, gli autori dei 9 racconti (Riccardo Besola, Andrea Ferrari e Francesco Gallone, Andrea Carlo Cappi, Stefano Di Marino, Giuseppe Foderaro, Francesco G. Lugli, Giancarlo Narciso, Ferdinando Pastori, Francesco Perizzolo, Paolo Roversi) riportano in vita a suon di sberle la tradizione del noir milanese a vent’anni dalla cosiddetta ‘Scuola dei duri’, l’esperimento narrativo con cui Andrea G. Pinketts risvegliò i giovani eredi di Scerbanenco. Ora, una nuova ‘leva’ di giallisti si misura con un’altra Milano, quella degli anni Duemila, così diversa da quella degli anni Sessanta e poi della fine degli anni Ottanta eppure, come ogni metropoli che si rispetti, immutabile in quanto a crimine e gironi infernali. Li percorrono così a passo veloce gli autori di questa raccolta in cui i racconti si svolgono tutti nello stesso giorno, il 12 novembre, nelle stesse o in zone diverse di Milano (con una netta predominanza della zona nord-est della città: Centrale, Loreto, Lambrate, Niguarda, Garibaldi) raccontando una “Milano struccata”, per dirla con uno degli autori, Ferdinando Pastori. Ma la città cambia, si affolla di stranieri, nuovi protagonisti dei bassifondi meneghini, le prostitute si chiamano escort, ci si spinge in periferie estreme e desolate, ma in definitiva “il palcoscenico è sempre lo stesso e non importa che siano cambiati i protagonisti”, scrive ancora nel suo racconto Pastori. Al noir, d’altronde, con i suoi canoni e le sue regole narrative, non importa nemmeno che cambino scrittori e lettori, lui va avanti e si ridesta: a pieno agio, ancora una volta, nella dimensione anonima della metropoli. Dove da sempre trova il suo abito migliore.

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