NORDIA, CITTÀ BLINDATA

3382-3Nordia, “ma si intende Milano, no?” E’ ciò che tutti i lettori vorrebbero chiedere a Maria Attanasio già dalla quarta di copertina del suo nuovo romanzo di cui le prime pagine si divorano con questo quesito-tarlo in mente. Poi la trama cattura e, frase dopo frase, si raccolgono indizi che confermano: “Sì, è Milano. C’è il Castello, la nebbia, c’è quel centro che tanto assomiglia, e l’università e…c’è Milano”. Il romanzo è “Il condominio in via della Notte” ed è pubblicato da Sellerio. Richiama George Orwell ma con la concretezza di una passeggiata tra le vie del centro, fa riflettere su ciò che avviene mentre le agende di ogni cittadino si riempiono: mentre si “depennano” gli impegni quotidiani, attorno, c’è una città che si trasforma. Come, è da vedere, e sta anche a chi la abita, guidare la metamorfosi restando cosciente, come la protagonista Rita faticosamente tenta di fare, contro tutto e tutti,contro chi fugge – il marito – e chi la inganna – a migliore amica. La società dipinta nel libro della scrittrice giornalista nata a Caltagirone, Maria Attanasio, è basata su ordine e sicurezza. Nordia è una città blindata e che blinda la mente dei suoi abitanti, trovando terreno fertile soprattutto in coloro che temono il diverso e il doversi mettere in discussione. Un meccanismo che esiste da quando esiste l’uomo ma che, riportato all’oggi, concretizzato in provvedimenti, blocchi, divieti, cacciate e rapimenti, è certamente diverso. In 200 pagine di romanzo si percepisce che Attanasio non vuole un surrealismo magico, anzi, sceglie di dargli un retrogusto amaro e che tanto lontano da un possibile futuro non è. Nel mondo di Nordia è infatti frequente incontrare atteggiamenti e fenomeni che, se estrappolati dal contesto “esagerato”, possono essere individuati anche nella realtà odierna. Ciascuno, durante la lettura, è spinto al confronto con la propria idea di città e con le proprie percezioni di essa, ma sicuramente Sellerio porta tra gli scaffali delle librerie uno spunto interessante per tutti i milanesi, per scegliere in che direzione muoversi mese dopo mese. E pensare che tutta l’idea è partita da 7 foglie cadute da un balcone, come spiega la stessa Attanasio a margine della storia, nelle ultime pagine del volume. “A soccorrermi creativamente – scrive infatti – fu la narrazione delle vicissitudini condominiali dei miei amici Maurizio e Luciano: a partire da sette foglie secche cadute dal verdeggiante terrazzino milanese della casa, dove avevano appena traslocato, nel sottostante balcone con la sequela di accanite rimostranze della vicina, e l’allerta per i nuovi venuti del condominio tutto”. Leggendo il bel romanzo si capisce il nesso – guai anticiparlo – come si capisce che non conviene mai trascurare i dettagli.

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