VITE IN FUMO

cover-vite-in-fumoL’INTERVISTA CON L’AUTORE  Un giallo a incastri, incastrato a Milano, una Milano attuale dove i protagonisti, a sentire gli autori, potrebbero essere benissimo interpretati da Silvio Orlando, Francesca Einaudi e Isabella Ferrari. Se “Vite in fumo” fosse un film, invece è un racconto lungo, ed è uscito a dicembre 2013 con Nero Press Edizioni, per la collana Innesti, dedicata alle opere in digitale. Scritta a 4 mani da Enrica Aragona, romana “Sociopatica, integralista e poco incline alla diplomazia” e da Luca Ducceschi, autore milanese “poliedrico (o schizofrenico?) che spazia tra i generi letterari horror, noir, pulp, erotico, mainstream e altro ancora”, questa storia tutta meneghina sembra essere solo l’inizio. Di una avventura letteraria, di una collaborazione, di una realtà parallela noir e gialla, di una serie di pagine promettenti. Delle 4 mani, abbiamo stretto le due più vicine, residenti a Cinisello Balsamo.

Come è nata l’idea di questo racconto? La sua genesi è particolare: nasce da un mio appello lanciato su facebook, in occasione di un concorso letterario. In quel momento non avevo tempo per lavorare da solo a un racconto “competitivo” e da tanto avevo in mente di sperimentare la scrittura a quattro mani. Già conoscevo e stimavo da anni Enrica Aragona come autrice e collaboratrice di un service editoriale, e quando mi ha proposto di provarci ho accettato con entusiasmo. Mi è andata molto bene.

Come è proseguita la vostra avventura? Il racconto è stato selezionato per una antologia, poi rimasta in stand-by. Mesi dopo abbiamo deciso di riesumarlo, apportando anche significative modifiche, per il concorso del Mystfest-Gran giallo città di Cattolica, l’appuntamento più importante se si parla di giallo – thriller- noir. Lì ci siamo classificati ai primissimi posti.

Come avete incontrato Nero Press? Quando ho saputo che questa casa editrice era in cerca di racconti per una collana di ebook, abbiamo pensato di proporlo. E’ piaciuto e lo hanno pubblicato.

Ora che programmi avete? Ancora assieme? Siamo al lavoro su un romanzo con il medesimo protagonista, e abbiamo idee per altri due lavori. Pensiamo a una serie con una personalità propria, anche a livelli di contenuti, sulla falsariga di questo racconto che è una sorta di episodio pilota. Alla classica struttura del giallo, con le vicissitudini anche personali dell’investigatore protagonista, vorremmo abbinare un secondo livello di lettura, più torbido, fatto di servizi deviati e Polizia che non sempre si limita a indagare e proteggere. Piani che si mischiano e confondono. Del resto anche il nome del commissario, Moretti, richiama la rassicurante “birrozza” da 66 che bevi guardando la partita, ma è anche il cognome del leader brigatista tra i più controversi.

L’ambientazione resterà Milano? In parte sì ma non sempre perché vorremmo che questa serie fosse un bel sunto della storia recente italiana. L’asse delle avventure di Moretti, quindi, sarà Milano e Roma, che, non a caso, sono anche le città mia e di Enrica.

Hai mai pensato di girare un corto di “Vite in fumo”? Sarebbe molto divertente. Ti confesso che sin da quando ho pubblicato il mio primo racconto penso a questa opportunità. Stavolta nel ruolo del commissario Moretti ci sarebbe Silvio Orlando, in quello della sua amante Francesca Inaudi, e la moglie sarebbe Isabella Ferrari.

Hai scritto altri libri ambientati a Milano? Il primo che mi viene in mente è un racconto noir presente su una antologia, Nero Lombardia, pubblicata da Perrone editore, con prefazione di Stefano Di Marino, un altro che di Milano nera se ne intende e che è da sempre tra le mie letture preferite. Poi ci sono alcuni racconti della mia antologia horror “In questo libro c’è il diavolo” e due romanzi inediti, uno horror e uno di formazione, in cui la città di Milano è la vera protagonista.

Stai scrivendo qualcosa di milanese ora? Un romanzo ucronico dove mostri spaziali attaccano la città nel corso dei funerali delle vittime di piazza Fontana. In queste pagine riprendo misteri e leggende milanesi, anche, come quella del presunto ufo crash in epoca fascista e le voci sui livelli sotterranei inesplorati della stazione centrale.

Milano fa spesso da sfondo a noir o gialli, perché? Milano ispira noir per il clima, per gli scorci che offre, perché girano tanti soldi, per le modelle, per le periferie, per i suoi quartieri multietnici che la rendono oggi simile alle principali città dell’Europa e del mondo, e per tutti i mille altri archetipi del cocktail sesso,  soldi, potere.

Un giallo/noir su Expo ambientato nel 2015 come lo scriveresti? Copierei i verbali del tribunale di Milano di uno dei processi che credo si terranno attorno al 2025.

Come vivi Milano da scrittore-lettore? Da avido lettore, non posso che parlare bene della scena milanese. Penso ai romanzi di Montolli, Ferrari, Gallone, Di Marino, Biondillo, solo per parlare di autori contemporanei dove Milano è protagonista. Ci sono le serate Border Fiction. Le case editrici, digitali e cartacee (Eclissi, la defunta Alacran, la digitale Lite con i suoi noir erotici). Le opportunità sono molte, inoltre tendo sempre a essere ottimista in merito agli sbocchi che si possono trovare.

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