DELLA MILANO GENTILE

download (1)Di moduli per le tasse in vari idiomi con testo a fronte, come i testi di Shakespeare. Di cieli settembrini gentili. Di mercati e di caffè. Di mamme indaffarate e di incontri fortuiti con pensionati radicati in città più delle piante degli anziani parchi. Di strade e di finestre. Si parla di tutto questo e di molto altro nel libro di Vivian Lamarque e “gentilmente”, come suggerisce il titolo del curioso volume pubblicato da Meravigli Edizioni. Curioso perché il suo essere una raccolta di articoli ha una estensione temporale notevole che convive con una minima estensione invece spaziale l’effetto che ne nasce è da caleidoscopio.
“ Gentilmente Milano” una selezione di articoli che l’autrice trentina adottata da bambina da una famiglia milanese ha pubblicato su un quotidiano su cui tuttora scrive dipingendo angoli di città con il suo sguardo attento ed esperto. Senza alcuna ansia di giudicare o sezionare, senza volontà né proposito di fornire una descrizione della città “a regola” o atta a qualche scopo, Lamarque racconta Milano con la naturalezza di chi la vive senza volerla giudicare né apostrofare. E perché mai farlo quando la si può conoscere passo a passo, vivendoci, passeggiandoci e parlandoci? In molti dei suoi scritti i protagonisti sono animali e piante, ambienti, ma non mancano pezzi di satira involontaria che fanno sorridere perché semplicemente veri, di cronaca. “Code – Milanés sèm e mai se dismilaneserém”, ad esempio, o i numerosi articoli dedicati alle liti di palazzo, ai portinai, ai rapporti tra inquilini o vicini di casa di pianerottolo.
Gli occhi e la penna di Lamarque riportano tutto al lettore con estrema gentilezza, una parola, e una abitudine, quasi desueta, che suona insolita anche solo in copertina, affiancata ad un “Milano” che ogni giorno viene urlato affianco al parole come Borsa, Design, Expo, Affari, Moda. E invece “gentilmente” la si può avvicinare sfogliando questo libro, ideale da “spizzicare” come un vassoietto di assaggi da happy hour, che tanto piace ai milanesi, mentre attende un tram, o seduti al bar, o tra una commissione e l’altra, perchè i milanesi, si sa, non hanno mai troppo tempo da perdere.

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