IL LIBRAIO E IL MAESTRO

978880646599MEDL’INTERVISTA “Maggio 1973. Gli scolari di Mario Lodi sono arrivati in treno e per prima cosa si sono divertiti a salire e scendere dalla scala mobile della stazione centrale di Milano. Altre cose li hanno meravigliati della grande città (…) invece, quando in libreria cominciano a prendere in mano i libri, si nota una loro capacità immediata di scelta, un loro gusto (…) Stranamente non sentiamo dire “Signor maestro, questo è un bel libro”, ma sentiamo dire che le cose scritte o le illustrazioni sono interessanti, che ricordano loro qualche cosa che sanno, o che suscitano una curiosità per quello che ancora non conoscono. A questo punto siamo noi a non meravigliarci, conoscendo come Mario Lodi fa scuola”. 103xhE’ una citazione da “I bambini leggono”, diario di bordo della Libreria dei ragazzi di Milano, che aprì nel 1972. A segnalarla Gianna Vitali fondatrice e memoria storica d’eccellenza della libreria. Uscito per Einaudi nel 1978, ora ripubblicato dall’editrice Il Castoro, a pagina 33 sempre lo stesso volumetto recita: “ Lodi ha portato i bambini in libreria oltre ad essere venuto lui per degli incontri. Una volta Mario Lodi esclamò “oh ma quanti libri ci sono!”, e la cosa mandò in bestia Roberto!”. Roberto Denti, si intende. C’è un precedente, quindi, e “live” perfino, tra Mario Lodi, maestro, pedagogista e scrittore scomparso il 2 marzo scorso, e la Libreria dei Ragazzi di via Tadino. Oggi rievochiamo questo legame parlando del maestro Mario con il libraio Fausto.

g_storie_cipì19Imparare con il gioco: il suo insegnamento principale: lo condividete? Lo applicate? Lodi ha sempre messo il gioco e il giocattolo al centro del suo pensiero educativo, insieme all’esplorazione dei linguaggi espressivi e alle varie forme di creatività che coinvolgono l’osservazione della realtà e il recupero delle attività di manipolazione. Lo testimonia in particolare il suo progetto di “Casa delle Arti e del Gioco”, associazione da lui fondata a Drizzona, vicino a Cremona. Noi, condividendo pienamente, promuoviamo con costanza momenti di gioco alla portata di tutti e ci rendiamo conto che si tratta di una modalità pedagogica di sicuro effetto per avvicinare bambini e ragazzi al mondo del libro, dell’arte e della conoscenza in generale.

collodi2°cCIPI (2)Quali potrebbero essere gli “eredi” di Lodi? Difficile azzardare dei confronti. I veri grandi maestri che abbiamo avuto la fortuna di conoscere hanno però una caratteristica che li accomuna: quella di non tenersi per sé tutti i meriti, né tutte le conoscenze. Hanno un desiderio di condivisione generosa delle esperienze e il loro essere “unici” risiede proprio nel non volerlo essere davvero fino in fondo. Allora tutti coloro che hanno seguito Lodi nel suo percorso e che hanno partecipato alle sue battaglie culturali sono suoi discendenti a tutti gli effetti meritevoli di attenzione. In primis mi riferisco realtà come Movimento di Cooperazione Educativa e alla Casa delle Arti e del Gioco e alle persone che ne sono oggi l’anima.

emmapjIl “tuo” libro di Lodi? Cipì. Per me è sempre stato un titolo “spia”: l’indicatore di quanto sia viva e allenata la mia attenzione di libraio; un oggetto familiare che fa parte del mio percorso professionale. Vederlo là, che mi guarda dal suo scaffale, ha sempre un effetto rassicurante. In generale, poi, al di là di un giudizio letterario, è impossibile non riconoscere che si tratta di un fenomeno editoriale di grande rilievo, che ha coinvolto ormai generazioni di studenti delle scuole di primo grado. E’ uno di quei titoli che non possono assolutamente mancare nella nostra libreria.

gg9Un libro per presentare Lodi ad un bimbo? “Il cielo che si muove” (Editoriale Scienza): una raccolta di 15 piacevolissimi e brevi racconti per i bambini che amano curiosare e riflettere sul mondo naturale che li circonda, attraverso letture in “pillole”, meno faticose e impegnative di un unico racconto lungo. Può essere letto ad alta voce già dai 5 anni, da soli a 8.

10elisabetta cipìE Lodi per gli adulti? C’è “Il Paese sbagliato – Diario di una esperienza didattica innovatrice” (Einaudi) che racconta una sperimentazione pedagogica e didattica compiuta nel pieno degli anni ’60. Il bambino è protagonista attivo della propria educazione, che procede per esplorazioni, esperimenti e scoperte condivise con la classe-comunità attraverso un approccio altamente cooperativo. Fu considerato un testo rivoluzionario ai tempi, ancora oggi può incoraggiare chi sa che bisogna partire dai bambini e “creare il clima ottimale nel quale sentiranno sé stessi protagonisti, gli altri come amici, e la diversità come arricchimento”.

immagine1Quali sono i titoli di Lodi più richiesti da voi? Sicuramente Cipì (Einaudi Ragazzi), adottato spesso anche per la lettura collettiva in classe. Un altro è “Bandiera”, dello stesso editore, anch’esso costruito attraverso le storie inventate e illustrate dagli allievi di Mario Lodi.

cipiFarete iniziative in memoria dello scrittore? Al momento non abbiamo in previsione speciali momenti di commemorazione in libreria. Ogni giorno nel nostro lavoro proponiamo i libri come strumento per “inventare, capire il mondo e diventare amici”. E questa è la definizione che Mario Lodi ha dato della missione di maestri ed educatori. Continuare a condividerla, quindi, mi sembra la più efficace forma di memoria.

* Per accompagnare questo post abbiamo scelto i disegni di tanti bambini che in lungo e in largo per l’Italia hanno raccontato Cipì nei loro disegni. Sono disegni presi dal web, dai blog di scuole, maestre ed educatori che ogni giorno, proprio come il maestro Mario Lodi, praticano la difficilissima arte di insegnare ai più piccoli il rispetto per gli altri, la voglia di scoprire il mondo e le persone, il valore dell’amicizia. 

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